“Mangiare umbro aiuta salute e portafogli“
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fonte:
- Il Messaggero
Dai pomodori alle albicocche, è tutto prodotto qui. Ma senza etichetta, nessuno lo sa. Mangiare umbro fa bene all`economia della regione ma anche alla salute dei consumatori. Lo dice la campagna “mangia più sicuro“ secondo la quale frutta e verdura acquistate a Perugia sono sane. Non tutti però sanno che quei prodotti sono locali: un operatore su 4, infatti, non espone l`etichetta che ne indica l`origine. L`altro nodo resta quello dei prezzi, eccessivi, e grazie ad un progetto Coldiretti si torna a parlare di vendite dirette, nel segno di qualità e prezzi “controllati“. L`iniziativa “mangia più sicuro“, risultato della collaborazione tra Coldiretti Umbria, Agrofarma e Intesa dei consumatori, prevedeva infatti il prelievo, direttamente dalle borse della spesa dei clienti del mercato comunale, di fragole, albicocche, melanzane, pesche, pomodori e zucchine. In tutto, gli “007“ di Federconsumatori hanno collezionato 24 campioni poi sottoposti ad analisi presso il laboratorio Bucciarelli di Ascoli. Nella frutta e verdura prelevata sono state cercate 232 sostanze attive ed il 91,6% dei campioni è risultato privo di residui. Solo in due casi è stata riscontrata la presenza di sostanze chimiche ma in dosi di molto inferiori ai limiti di legge. “Il risultato conferma la respobsabilità degli imprenditori agricoli – dice Agostino Benedetti, presidente provinciale Coldiretti – nel porre attenzione alla salubrità dei prodotti, nel rispetto dell`ambiente“. “La sicurezza alimentare è un passaggio essenziale – aggiunge Salvatore Lombardi, presidente regionale Federconsumatori – e constatare che la frutta che finisce sulle tavole degli umbri è libera da agrofarmaci è un fatto positivo ma i controlli vanno estesi ad altre filiere“. Dopo frutta e verdura si pensa ad olio, vino o formaggi, ma intanto, gli imprenditori umbri hanno dimostrato di essere “laureati“ nell`uso di tali sostanze. “Servono esperienza, tecnica e criterio – dice Marco Rosso di Agrofarma – ed i produttori umbri hanno dimostrato di usare agrofarmaci quando, quanto e dove serve“. La rilevazione ha tuttavia evidenziato il neo delle etichette sulla provenienza di frutta e verdura. “In un caso su quattro mancano“, denuncia Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria. “Esiste una legge che non si riesce a far passare per questo chiediamo alle guardie annonarie ad intensificaare i controlli. È un peccato, perché in questo caso parliamo di frutta e verdura locali ed i consumatori dovrebbero sapere che si tratta di prodotti senza residui di sostanze chimiche“. Prodotti sani ma cari. Così, per andare incontro alle esigenze di produttori, mortificati da prezzi all`origine “da fame“, e consumatori, stressati da listini al dettaglio inavvicinabili, un progetto di Coldiretti dal prossimo autunno potrebbe semplificare la vita di entrambi. L`idea è creare una rete di vendita diretta che coinvolge circa 40 imprese tra produttori ortrofrutticoli (compresa la Cooperativa Sant`Andrea d`Agliano) e allevatori. “Si tratta – spiega Stefano Pignani, responsabile organizzativo Coldiretti – di un progetto di filiera elaborato in seguito ad un bando della Regione che entro luglio dovrà pronunciarsi. Lo scopo è creare una punti di vendita diretta in rete con un protocollo e misure orizzontali comuni, dando un`immagine unitaria dell`iniziativa“. A differenza di quanto accade nei mercatini, dove i produttori sono “costretti“ ad allineare i propri prezzi a quelli dei dettaglianti, in questo caso su frutta, verdura e carne (compresa la porchetta) saranno garantiti qualità e prezzi più bassi.
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