Mancano i soldi per assumere i precari “Andremo in tribunale”
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fonte:
- La Stampa
Forse la parte più simbolicamente inquietante della riforma della Buona Scuola è l’ articolo 40. Nella bozza circolata in questi giorni sotto il numero dell’ articolo è scritto «copertura finanziaria», poi il vuoto. Nulla. «Credo che ci sia una grande confusione nel governo su quanto davvero costi la riforma e che alla fine abbiano capito di non avere i soldi per pagarla», commenta Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda degli Insegnanti. «La riforma prevede un aumento dell’ organico dell’ autonomia pari al 15% dell’ attuale. Sanno che costerebbe 5 miliardi in più, molto più del miliardo stanziato?». Il giorno dopo l’ ennesimo rinvio del pacchetto di riforma della scuola i precari e i sindacati che li rappresentano sono arrabbiati, delusi. A leggere la bozza si capisce che c’ è un problema di finanziamento ma da un punto di vista politico sembra che sia stato proprio Matteo Renzi il primo a non essere convinto dalle misure messe a punto dal Miur e che quindi abbia deciso all’ improvviso di non metterci la faccia. I punti che in queste ore stanno creando un profondo malcontento nei precari sono molti, persino quando si tratta di novità positive come il trasferimento degli immessi in ruolo. Secondo la riforma potrebbero scegliere la provincia e quindi una sede più vicina alle famiglie. La scelta va fatta entro il 16 marzo ma nessuno può usufruire della novità senza la certezza del decreto. Regna la confusione. Il Codacons spiega che poiché dal governo «arrivano solo chiacchiere in tema di scuola e pochi fatti concreti» non resta che rivolgersi ai tribunali. Sono 2200 le sentenze che hanno permesso ai docenti di ottenere risarcimenti che sfiorano i 3 milioni di euro «per gli anni di precariato cui sono stati ingiustamente sottoposti». Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola boccia il merito che è solo «l’ ennesima richiesta agli insegnanti di ‘mettersi in gioco’: senza un euro», la formazione fatta in modo «gratuito, obbligatorio e senza limitazioni di orario». Boccia la perdita di competenze perché «nel nuovo organico il dirigente scolastico può assegnare gli insegnanti, anche senza specifica abilitazione». In altre parole: una maestra potrà insegnare anche alle medie.
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