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23 Maggio 2019

Manca la biancheria pulita: si ‘ferma’ l’ ospedale Cardarelli di Napoli

 

Caos biancheria all’ ospedale Cardarelli di Napoli , con il nosocomio che ha comunicato lo stop a ricoveri e interventi “differibili”, mentre restano garantiti soltanto “interventi e prestazioni d’ urgenza”. L’ ospedale si è trovato costretto a prendere questa decisione a causa dello sciopero della American Laundry di Melito, società che si occupa della fornitura della biancheria e che ha smesso di erogare il servizio per una vertenza sindacale. Caos biancheria al Cardarelli di Napoli: la situazione Come riportato in una nota dell ‘Aorn, Azienda ospedaliera di rilievo nazionale del capoluogo campano, ”al fine di evitare disagi all’ utenza, la Direzione del Cardarelli ha emanato una disposizione tesa a rinviare i soli ricoveri e interventi di elezione differibili . Non si è reso necessario, fa sapere l’ azienda, provvedere ad acquisti in autonomia “in quanto la situazione allo stato sembra in fase di normalizzazione, essendo stata garantita la ripresa della consegna sia della biancheria che dei kit sterili per le camere operatorie”. Nonostante lo sciopero dell’ azienda fornitrice di biancheria si sia concluso stamattina, con il ritorno al lavoro degli addetti, l’ ospedale si è comunque ritrovato in una situazione di deficit per quanto riguarda lenzuola e camici. Emergenza sì, ma nessun disservizio per i ricoverati e i pazienti dell’ ospedale. Come si deduce dalla nota ufficiale sono invece state rinviate le prestazioni giudicate non urgenti e quelle già programmate ma differibili di qualche giorno per non compromettere la normale assistenza dei pazienti ricoverati e di quelli in urgenza. Sul caso Cardarelli è intervenuto anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca , che alla domanda sulla mancata fornitura di biancheria all’ ospedale di Napoli ha risposto con ironia : “Le lenzuola al Cardarelli? Le porterò io da casa in dotazione”. Perché il Cardarelli è rimasto senza biancheria? Come accennato ad inizio articolo, alla base di questa emergenza di biancheria che ha riguardato l’ ospedale più grande del Sud Italia c’ è la protesta dei dipendenti della American Laundry di Melito, che avevano bloccato le forniture per una vertenza sindacale. Lo sciopero è stato poi interrotto stamattina, con l’ azienda che si era intanto assicurata anche l’ appoggio di ditte esterne a cui rivolgersi in caso di nuovo stop. A sbloccare la situazione è stata la Regione Campania , che ha convocato un tavolo sulla vicenda. Perché questi lavoratori protestano? I 170 dipendenti della società sono preoccupati per il loro futuro, visto e considerato che l’ American Laundry è stata colpita da una interdittiva antimafia e commissariata, con l’ appalto degli ospedali dell’ Asl Napoli 1 che è passato alla Hospital Service . Il passaggio da un’ azienda all’ altra non comporterebbe il subentro automatico dei dipendenti, che temono così di ritrovarsi senza lavoro da un giorno all’ altro. Emergenza biancheria al Cardarelli: Codacons presenta un esposto per interruzione di pubblico servizio Dopo la notizia della sospensione di alcune attività all’ ospedale Cardarelli a causa della carenza di biancheria, il Codacons presenza un esposto all a Procura della Repubblica di Napoli affinché apra una indagine per la fattispecie di interruzione di pubblico servizio . L’ associazione dei consumatori ha pubblicato una nota ufficiale : ”Quanto accaduto oggi nel più grande ospedale del sud Italia non ha precedenti e rappresenta un episodio gravissimo che dimostra la troppe criticità della sanità nel Mezzogiorno, di cui fanno le spese gli utenti. Le ripercussioni per cittadini e pazienti sono evidenti, e in tal senso depositiamo oggi un esposto in Procura affinché verifichi la configurabilità del reato di interruzione di pubblico servizio, in relazione ai ricoveri e agli interventi sospesi presso il nosocomio”. ”Alla Procura di Napoli – conclude la nota – il Codacons chiede anche di accertare se la carenza di lenzuola pulite e camici posso configurare pericoli sul fronte igienico-sanitario a danno dei pazienti ricoverati e del personale medico”.

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