31 Gennaio 2013

Manca il gasolio, bus fermi

Manca il gasolio, bus fermi

 

 

Per i napoletani che si spostano con gli autobus dell’ Anm è stata una giornata nera. E Renzo Brunetti, amministratore unico dell’ Azienda napoletana mobilità (Anm), avverte che la situazione sarà difficile ancora per un altro mese, fin quando arriveranno i soldi del Comune dopo il via libera del Governo al piano di riequilibrio finanziario. Nella mattinata di ieri dai depositi dell’ azienda napoletana mobilità sono usciti appena 100 bus sui 300 utilizzati quotidianamente per assicurare il servizio, perché non c’ era il gasolio. E lo stop ai bus, oltre che fonte di pesanti disagi per i cittadini avvertiti solo la sera prima via Facebook dall’ Anm, è diventato anche tema di scontro politico. L’ Anm, spiega Brunetti, è in crisi di liquidità: vanta crediti per circa 300 milione di euro verso Comune di Napoli e Regione Campania ed ha esposizioni per 120 milioni verso banche e fornitori. Senza soldi in cassa, giorno dopo giorno, bisogna avviare una trattativa con i fornitori, trovare il denaro per pagare il carburante, le assicurazioni o più semplicemente gli stipendi ai dipendenti. La situazione si è sbloccata solo quando l’ azienda ha fornito garanzie al fornitore del carburante. Dopo una mattinata di disagi, i 300 mezzi previsti sono tornati in strada alle 15. Il Comune di Napoli, ha precisato il sindaco Luigi de Magistris, «non ha la diretta responsabilità nel rifornimento del carburante per i bus, che è competenza della società per il trasporto pubblico su gomma». Per il sindaco, comunque, la vicenda ha assunto troppo clamore sui media: «Sia mo precipitati nelle tradizionali dinamiche della campagna elettorale, con consolidati avvoltoi pronti ad avventarsi sulla nostra città, ridotta ad essere merce da propaganda per colpire l’ amministrazione». Secondo il presidente della Giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, lo stop degli autobus di ieri mattina a Napoli «altro non è che la risultante dei tagli violentissimi effettuati sul trasporto pubblico locale, che hanno ridotto i fondi del 25%» e per questo «dare la colpa al sindaco è un’ ipocrisia». Non è d’ ac il leader del centrodestra in Consiglio comunale, Gianni Lettieri: «La responsabilità è di de Magistris e bisogna dirlo». Duro il giudizio espresso dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani, a Napoli per un impegno elettorale: «In Parlamento abbiamo cercato di fare la nostra parte. Voglio credere – ha detto – che l’ amministrazione comunale, uscendo da distrazioni che potrebbero esserci in campagna elettorale, si concentri sui problemi della città». Altero Matteoli (Pdl) incolpa invece Monti: «Questo Governo non ha tenuto conto delle esigenze della gente e dei territori». Twitta Roberto Saviano: «Una bellissima stazione dove non passano treni. Questo è Napoli. Niente soldi per il gasolio dei bus: la città è paralizzata». Il presidente dell’ Autorità di garanzia per gli scioperi, Roberto Alesse, ha detto che quanto accaduto a Napoli «sta producendo un vulnus grave al diritto alla mobilità degli utenti, esattamente come avviene in caso di scioperi improvvisi» mentre il Codacons non esclude azioni legali per il risarcimento dei danni ar recati agli utenti. Dibattito a parte, certo è che per i cittadini napoletani spostarsi è sempre più difficile, e talvolta anche rischioso. Decine le strade costellate di buche. E così può anche accadere che una via al confini tra Napoli e il comune flegreo di Quarto sia presidiata da quattro giorni ininterrottamente, giorno e notte, dalla Polizia Municipale. Il presidio – si è appreso dagli stessi vigili urbani -è stato disposto per evitare nuovi incidenti dopo quello avvenuto sabato scorso, nel quale è rimasto ferito un motociclista. i.

alfonso pirozzi

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