25 Settembre 2014

Manager, una vertenza infinita mentre l’ assistenza va a singhiozzo

Manager, una vertenza infinita mentre l’ assistenza va a singhiozzo

«Ancora non abbiamo la notifica». Questo il laconico commento di uno dei due manager revocati dal presidente Crocetta. Angelo Pellicanò, ex commissario del Garibaldi, non aggiunge altro, ma si capisce lontano un miglio che non appena la delibera del governo verrà notificata ai diretti interessati, oltre a lui anche al manager Paolo Cantaro, il ricorso al Tar scatterà automaticamente. Non accenna quindi a smorzarsi la lunga scia polemica nata quando il governatore e l’ assessore alla Sanità, Lucia Borsellino, decisero di sospendere le nomine dei due manager, indicati per guidare rispettivamente il Cannizzaro e il Policlinico. Crocetta agì, come ha da sempre sostenuto, in osservanza della legge n. 90 del governo Renzi che vieta incarichi apicali a chi è già andato in pensione. Il guaio, che poi alla fine si ripercuote sulla riorganizzazione dell’ assistenza sanitaria nelle due grandi aziende, è che i decreto di nomina dei due manager era stato firmato ufficialmente 24 ore prima dell’ entrata in vigore del decreto Renzi, mentre la delibera ufficiale di nomina risaliva a poco più di 10 giorni prima, il 12 giugno. Da allora, però, è stato un susseguirsi di colpi di scena. Questa la cronologia dei fatti. Qualche giorno dopo la firma ai due manager viene notificato il decreto per l’ insediamento che è fissato per il primo luglio. Ma proprio il primo luglio l’ assessorato alla Sanità invia una nota ai due manager per renderli al corrente di aver richiesto un parere all’ organo consultivo della Regione in merito all’ aplicazione del decreto Renzi. Il parere dell’ Ufficio legale e legislativo della Regione arriva il 4 luglio e riconosce la validità delle nomine. Aggiunge, però, che trattandosi di materia statale sarebbe bene chiedere un parere ai ministeri o della Funzione pubblica o della Sanità. Il parere ai ministeri, però, non sarebbe stato richiesto.. Nel fratempo, e siamo sempre a luglio il rettore dell’ Università di Cata nia, Giacomo Pignataro chiede un parere al Ministero della Funzione pubblica che arriva il 10 luglio e dà parere positivo per le nomine, in particolare per quella di Paolo Cantaro al Policlinico. Pignataro quindi invia il parere al governo regionale con l’ augurio che il presidente lo recepisca e provveda alla nomina, come da accordi precedentemente presi con l’ invio di una terna di nomi tra i quali scegliere il nuovo manager del Policlinico, ma il 17 luglio l’ assessorato alla Sanità invia tutti gli atti all’ Avvocatura distrettuale che invece capovolge il parere dell’ Ufficio legislativo della Regione ed emette un parere negativo alle nomine. Siamo ai primi di agosto e il 6 la Giunta provvede ad approvare la delibera di revoca dei due manager. Qualche giorno prima, però, il deputato del Pd Giuseppe Berretta, aveva presentato un ordine del giorno al Parlamento, che è stato approvato, che di fatto ricapovolge nuovamente tutto l’ iter disponendo che i due manager erano nella piena legalità per ricoprire la nomina perché l’ indicazione uffi ciale era arrivata prima dell’ entrata in vigore del decreto Renzi. Per Berretta il presidente Crocetta avrebbe, quindi, dovuto attendere la circolare che disponeva il recepimento dell’ ordine del giorno. Ma Crocetta invece non recepisce la richiesta a procede. Nel frattempo, e siamo al 28 agosto, Cantaro e Pellicanò inviano alla Regione le loro contrdeduzioni e l’ 11 settembre, con una nota aggiuntiva, chiedono alla Borsellino di inviare tutto l’ incartamento al vaglio del ministero per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione. Siamo, quindi, ai giorni nostri e il governatore dispone l’ invio anche delle controdeduzioni all’ Avvocatura distrettuale che conferma il parere negativo per le nomine dato in precedenza. Adesso l’ ultimo parere non fa altro che aumentare il divario tra le parti, col forte rischio di un ricorso al Tar e un allungamento dell’ incertezza. Al di là di quelle che sono le legittime motivazioni, oggi tre grandi aziende sanitarie di Catania, Cannizzaro, Policlinico e la stessa Asp, retta ancora da un nuovo commissario, si ritro vano da tempo in una situazione di stallo con l’ impossibilità di garantire talvolta l’ assistenza sanitaria che continua ad operare a singhiozzo. In questo contesto fortemente confuso di inserisce la richiesta del Codacons e dell’ associazione Italiana Diritti del Malato che hanno chiesto le dimissioni del manager del Garibaldi, Giorgio Santonocito, l’ unico manager nominato a Catania, dopo la notizia dell’ avviso di garanzia che lo riguarda quando era Ragioniere generale del Comune di Catania ai tempi della sindacatura Stancanelli. «Aidma e Codacons Sicilia – si legge in una nota – sono ben consapevoli che l’ avviso di garanzia non equivale e una condanna, ma, considerato il delicato incarico oggi ricoperto dal dott. Santonocito, un gesto di delicatezza verso le istituzioni sarebbe necessario». In merito – evidenzia l’ avvocato Giovanni Petrone, presidente Codacons Sicilia, «il Presidente della Regione e l’ Assessore Borsellino dovrebbero invitare il dott. Santonocito alle dimissioni imitando così il gesto della dott. ssa Sgarlata che è stata praticamente costretta a lasciare l’ incarico di assessore regionale». Sulla vicenda dei due manager è stata aperta una indagine conoscitiva dalla procura di Catania che ha sequestrato tutti gli atti sulla vicenda e proprio ieri lo stesso Codacons ha preannunciato un esposto in Procura sulle ultime dichiarazioni del presidente della commissione Sanità all’ Ars, Pippo Di Giacomo che avrebbe asserito che il parere dell’ Avvocatura di Stato ha subito “pressioni indebite” per far fuori i due manager. Inoltre voci di corridoio finora non confermate, diffusesi in ambienti medici di Catania, sostengono anche che il Tar avrebbe riscontrato anomalie nelle procedure di nomina dei 13 manager siciliani che di fatto rimetterebbe la palla al centro per gli assetti di tutta la sanità siciliana. Insomma una situazione esplosiva mentre negli ospedali si continua a morire.
giuseppe bonaccorsi

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox