4 Giugno 2017

Mamma Filomena racconta il calvario del suo figlioletto

«Solo perché ho avuto il coraggio di dubitare e mi sono sostituita ai medici sono riuscita a salvare mio figlio». Filomena Martone è salita sul palco. In una mano un foglio con le proprie dichiarazioni, dall’ altra il megafono. Il suo è stato l’ intervento più commovente e il più applaudito. La sua voce è stata a un certo punto sommersa dagli applausi e dal grido «Libertà! Libertà!». «Sono mamma – ha raccontato – di un bambino danneggiato dai vaccini. Ho fatto il primo ciclo di profilassi e fin dall’ inizio abbiamo riscontrato delle problematiche. Ma chi ci assisteva non dava peso. Fino a quando al terzo ciclo i segnali erano chiari a livello immunitario e neurologico». «Abbiamo deciso quindi – ha continuato – di stoppare, di dire basta. E questo dubbio gli ha salvato la vita. Solo successivamente è stato accertato che è immunodepresso. Sarebbe stato troppo tardi. Questo dubbio è partito da noi genitori e non dalle aziende sanitarie né dai medici che dovrebbero garantire la sicurezza. Ci dicono che i danneggiati sono rari. La stima parla di 1 caso su 1 milione. Ci siamo spesso chiesti: “Possibile che sia capitato a noi?”. Non mi sembra perché di casi del genere ne abbiamo sentito parlare confrontandoci con altri. C’ è qualcosa che non va. Noi chiediamo chiarezza, dati certi. Vogliamo essere sicuri al 100% e soprattutto liberi di scegliere».«Questa sanità che disinforma ci schiaccia – ha detto poi Pierluigi Chiarla traendo spunto dalle parole di Filomena Martone – . L’ unica vaccinazione obbligatoria che noi vogliamo è quella contro l’ ignoranza. L’ esempio arriva da Codroipo dove per anni siamo stati tenuti all’ oscuro dello scandalo. Oggi vogliamo che questi bambini che devono essere rivaccinati siano sottoposti a nuovi prelievi del sangue». Sul caso di Codroipo il Codacons ha avviato un’ azione legale per risarcire ogni famiglia per un importo di 2 mila euro. (da.vi.)

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