1 Agosto 2019

Maltrattamenti in casa di riposo Denunciati 5 dipendenti

Maltrattamenti e percosse agli anziani ospiti: sono cinque i dipendenti di una casa di riposo di Besana in Brianza (l’ istituto “G.Scola” di Brugora) denunciati dai carabinieri. Le indagini, coordinate dalla Procura di Monza, riguardano il periodo compreso tra l’ agosto 2018 e marzo 2019. Si tratta di quattro donne e un uomo, italiani e tutti dipendenti come ausiliari socio-assistenziali (Asa) della casa di riposo: i cinque – secondo quanto ricostruito dai militari attraverso intercettazioni ambientali e immagini registrate con microspie – avrebbero vessato e picchiato sei donne di età compresa tra gli 81 e i 99 anni. L’ indagine è partita grazie a una segnalazione arrivata dalla direzione della struttura alla locale Stazione Carabinieri dopo la denuncia interna della situazione da parte di due ausiliarie socio-assistenziali. I militari hanno ricostruito un quadro di violenze e vessazioni. In particolare, sono emersi schiaffi al viso e agli arti, strattonamenti, spintoni riservati dai dipendenti denunciati agli assistiti. E poi minacce di morte, insulti e dispetti come lo scoprire le vittime all’ improvviso durante il sonno e svegliarle lanciando acqua sul viso. Alcune anziane donne avevano difficoltà motorie o disabilità. Le indagini sono tuttora in corso. La notizia ha provocato numerose reazioni, a partire da quella del CdA della Fondazione “G.Scola” che gestisce la struttura per anziani che ha ribadito come le indagini siano scattate su loro segnalazione e che i lavoratori indagati siano stati immediatamente sospesi in via cautelare: «Nei prossimi giorni verranno avviati tutti i procedimenti disciplinari previsti dalle procedure (…) Ci preme altresì sottolineare che tutte le famiglie degli ospiti coinvolti sono già state informate nei giorni scorsi. (…) In tutte le sedi cercheremo i modi necessari per difendere l’ onorabilità e il buon nome della nostra fondazione». Ha chiesto invece: «Chiarezza e accertamento delle responsabilità per un fatto grave che va a colpire “una parte integrante della comunità» il sindaco di Besana in Brianza, Emanuele Pozzoli. Il consigliere regionale leghista Alessandro Corbetta, besanese, ha aggiunto: «Se queste terribili accuse venissero confermate, saremmo di fronte ad atti infami che devono essere puniti con pene esemplari. Le istituzioni, come Regione Lombardia, porteranno avanti il progetto di videosorveglianza dentro le strutture sensibili proprio come le case di riposo e gli asili nido». Ha annunciato che si costituirà parte civile invece il Codacons: «Servono più controlli per verificare le condizioni di assistenza ai pazienti e l’ adeguatezza del personale. Chiediamo al Ministero della Salute di intervenire: effettuando delle ispezioni a tappeto nelle case di cura, raccogliendo le segnalazioni dei parenti ed installando telecamere di videosorveglianza per prevenire tali episodi».

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