28 Luglio 2019

Maltrattamenti in casa di riposo A Ragusa tre addette nei guai

due sono ai domiciliari, la terza ha l’ obbligo di firma
Indagini serrate, poi telecamere e riscontri. Gli elementi di prova raccolti, sono stati chiari ed hanno spinto la Procura di Ragusa a chiedere dei provvedimenti di limitazione della libertà personale nei confronti di tre donne, per bloccare quanto stava accadendo in una casa di riposo di Ragusa. Anziani maltrattati, umiliati e derisi, spintonati e minacciati da chi doveva prendersi cura di loro. «Testa di m…, animale, capra» ed ancora «mi fai schifo…», «puzzi come una bestia», «sei pazza», «scema», «incrasciata». Anziani vulnerabili in difficoltà, malati fisicamente e psicologicamente, parecchi con il morbo di Alzheimer che toglie loro il passato. Materiali naturali e pregiati donano un inconfondibile effetto materico, definendo l’ identità e la personalità di ogni finitura. Forme pure ed essenziali sottolineano l’ estetica di Eikon Exé, con la certezza del made in Italy e una garanzia di ben 3 anni. «Cambiati o ti prendo a legnate» oppure «se non ti lavi ti prendo a schiaffi», e poi «muoviti che mi fai schifo» o «ti do uno schiaffo» per concludere con «io ti ammazzo». E insieme agli insulti, le violenze: schiaffi, spinte. Una delle indagate si è addirittura sdraiata sopra un’ ospite della struttura per non farla alzare. Venerdì la decisione del giudice per le indagini preliminari e la notifica dei provvedimenti. La Squadra Mobile ha eseguito le misure caute lari, disposte su richiesta della Procura, a carico di tre donne L.D. 41 anni, M.A.R. 63 anni e F.D. Classe 31 anni, per maltrattamenti ai danni di anziani. Due sono state poste agli arresti domiciliari, la terza all’ obbligo di presentazione in Questura. L’ indagine inizia dal senso civico di alcune persone che qualche mese fa avevano segnalato alla polizia di avere notato dei comportamenti non corrispondenti all’ obbligo di assistenza a favore di anziani all’ interno di una casa di riposo. Sentivano urlare contro alcuni malati, si erano recate in Questura dove avevano trovato ascolto. Pochi elementi ma ma sufficienti a far partire l’ indagine della sezione reati contro la persona della Squadra mobile. Mesi di appostamenti, controlli, attività di osservazione, hanno permesso di raccogliere inequivocabili fonti di prova a carico di tre assistenti sanitarie. Il quadro che man mano si andava chiarendo riportava che le donne, senza motivo, deridevano gli anziani, li spintonavano, insultavano, umiliavano quotidianamente. Chi più e chi meno, anziché prendersi cura di soggetti vulnerabili facevano esattamente il contrario. In una nota firmata dal capo della Mobile, il vice questore aggiunto, Antonino Ciavola, emerge che gli investigatori hanno faticato ad ascoltare le richieste di soccorso e di assistenza da parte degli anziani che in più occasioni chiedevano aiuto anche per tutta la notte senza ricevere assistenza. Un caso ad esempio: una signora anziana malata di Alzheimer, voleva solo andare in bagno ma per tutta risposta l’ indomani mattina veniva insultata per aver disturbato il sonno di chi doveva assisterla. E due delle assistenti, nel commentare il fatto, si auguravano la morte della donna: dava fastidio. Tutti i comportamenti che vengono definiti «inumani» sono stati tutti videoregistrati e la Procura di Ragusa diretta dal procuratore capo Fabio D’ Anna, ha richiesto l’ applicazione della misura cautelare a carico delle indagate. «Il Governo della Regione si costituirà parte civile al processo contro i responsabili dei maltrattamenti agli anziani a Ragusa». Ha dichiarato il presidente della Regione, Nello Musumeci. «Condotte del genere, spesso adottate anche ai danni di bambini negli asili, vanno punite severamente e in maniera esemplare. Non è tollerabile che si possa dare sfogo su persone fragili e indifese, bisognose invece di affetto e di particolari attenzioni. Per fortuna, in Sicilia la gran parte degli operatori delle strutture pubbliche e private adibite a ospitare bambini e anziani è fatta di persone preparate, professionali e sensibili, qualche volta sfruttate e sottopagate. A loro va il mio sincero plauso per l’ impegno che profondono e l’ invito a denunciare ogni illegalità». Il Codacons, annuncia la costituzione di parte civile in un eventuale processo a carico delle tre donne. Il presidente nazionale, Francesco Tanasi, ha già conferito incarico agli avvocati Elisa Di Mat tea e Carmelo Sardella, dirigenti dell’ ufficio legale regionale. (*GIAD*)

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