9 Gennaio 2019

Maltrattamenti, 3 maestre arrestate

Ai domiciliari anche una collaboratrice. Salvini: «Subito telecamere negli asili» Roma T re maestre e una collaboratrice, tutte con un’ età compresa tra i 55 e i 65 anni, sono state arrestate dai carabinieri e poste ai domiciliari, con l’ accusa di maltrattamenti nei confronti di alcuni alunni, tra i 3 e i 5 anni, di una scuola materna dei Castelli Romani, alle porte della Capitale. Decisive, per le indagini, le riprese effettuate con telecamere nascoste dai carabinieri, particolare che ha riacceso il dibattito sulla presenza di questi mezzi, in via preventiva, nelle scuole materne e nelle case di riposo. Discussione alla quale ha preso parte anche il ministro dell’ Interno, Matteo Salvini. L’ impegno per il 2019, ha twittato, è «approvare la legge che permette di accendere le telecamere negli asili e nelle case di riposo, per difendere bimbi e anziani dalle violenze di (pochi) balordi». Il varo della normativa, approvata alla Camera mesi fa e ora ferma al Senato, è sollecitata anche dal Codacons che, con il presidente Carlo Rienzi chiede sia rimessa in votazione. La discussione del testo, ha assicurato la relatrice Gabriella Giammanco di Forza Italia, è ripresa proprio ieri in Commissione Affari Costituzionali al Senato. «Purtroppo – ha sottolineato la senatrice – rispetto al testo che nel 2016 avevo contribuito a far approvare alla Camera, quello attuale risulta più blando, troppi sono i passaggi e le autorizzazioni necessarie affinché si possano installare sistemi di videosorveglianza nelle strutture pubbliche. Se si incepperà un passaggio si bloccherà tutto, tanto più che il testo non introduce nessun obbligo ma solo la possibilità di installare videocamere in questi luoghi. Ad ogni modo, in Commissione decideremo come procedere per arrivare il più presto possibile in Aula con un testo condiviso». Rendere «obbligatorio, in ogni asilo, la definizione di un sistema di tutela per prevenire o quantomeno ridurre al minimo i rischi», è quindi la richiesta di Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children. «Un sistema – prosegue Milano – che abbia al centro un “patto per l’ educazione positiva” che coinvolga tutti gli adulti a contatto con i minori, al fine di evitare ogni forma di comportamento degradante verso i bambini e le bambine. In Italia esistono già esempi di questo tipo, ma non possono rimanere casi isolati. È pertanto indispensabile – conclude Milano – che tutte le strutture, pubbliche e private, garantiscano l’ attivazione di un sistema di tutela e lo rendano noto ai genitori al momento dell’ iscrizione dei bambini». RIPRODUZIONE RISERVATA

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