Maltempo: rischio aumenti prezzi
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fonte:
- Il Mattino
L’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Campania, come sul resto d’Italia, ormai da molte settimane, potrebbe avere serie ripercussioni anche sulle nostre tavole. A rischio non solo frutta e verdure ma anche pane e pasta. L’allarme è stato lanciato, nei giorni scorsi, dalla Coldiretti, ma non solo. Anche le associazioni dei consumatori hanno espresso le loro preoccupazioni non solo solo per gli effetti sui prezzi delle condizioni metereologiche ma anche per le speculazioni a danno dei consumatori, indotte proprio dal «fenomeno maltempo». L’allagamento dei campi e le ripercussioni sui prodotti da raccolta ma anche sulle semine ritardate o danneggiate dalla pioggia non giustifano infatti i rialzi improvvisi e immotivati dei prezzi di molti generi alimentari sia nei negozi che sui banchi dei mercatini. Una constatazione che è risultata evidente anche nel corso del sondaggio che il Mattino sta compiendo in quattro quartieri campione della città. Secondo alcuni rilevamenti del Codacons sui banchi di vendita è stato già registrato un rialzo dei prezzi valutato tra il 5 ed il 10 per cento. «Non appaiono giustificati rincari elevati e generalizzati dei prodotti ortofrutticoli al consumo per effetto delle pioggie — spiega Nicola Rivieccio, della Coldiretti Campania – in particolare se riguardano prodotti già raccolti da tempo come mele, pere, kiwi, arance e clementine che – aggiunge Rivieccio – sono anche ottimi alleati della salute per affrontare i rigori dell’inverno». Peraltro, con i prezzi della frutta e verdura che aumentano in media di tre volte secondo l’Antitrust nel passaggio dal campo alla tavola, bisogna evitare – sostiene la Coldiretti – che variazioni di pochi centesimi alla produzione si trasformino in euro di aumento al consumo». Ma la stangata già avvertita dai consumatori sui prezzi di frutta e verdura potrebbe abbattersi a breve anche sui prodotti tipici della dieta mediterranea: cioè la pasta e il pane. «È scandaloso – aggiunge ancora Rivieccio – che il dimezzamento del prezzo del grano dall’inizio dell’anno, oltre ad aver provocato una situazione drammatica nelle campagne dove non si riescono a coprire i costi della coltivazione (+61 per cento per i concimi), non abbia portato alcun beneficio neanche ai consumatori di pasta. Quest’ultima infatti – conclude – continua ad aumentare in modo vertiginoso sia a livello tendenziale (+ 29,8 per cento) che congiunturale (+0,3 per cento) in controtendenza con l’andamento generale». «Qualsiasi aumento è sicuramente immotivato – precisa l’assessore all’agricoltura della Provincia Francesco Borrelli – soprattutto se si considera che possiamo contare su ampie riserve che garantiranno la produzione per i prossimi mesi. Ho già incontrato i rappresentanti delle associazioni di consumatori, agricoltori, commercianti e produttori per discutere sulle speculazioni che si celano nei passaggi della filiera». Si parlerà di questo problema anche oggi nel vertice in Prefettura indetto per discutere del mercato abusivo del pane e sulle infiltrazioni della criminalità nelle altre filiere del mercato agroalimentare». Anche l’Unipan si è attivata con un’iniziativa personale: dei sacchetti contenenti farina autoprodotta dai panificatori. Un modo per accorciare la filiera, riducendo i costi e quindi i prezzi per i consumatori.
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