6 Febbraio 2008

Malpensa fa causa. La Sea chiede 1,25 miliardi di danni

FINISCE IN TRIBUNALE la battaglia senza esclusione di colpi sulla vendita di Alitalia a Air France-Klm. La Sea, società che gestisce gli scali di Malpensa e Linate, ha presentato ieri al tribunale di Busto Arsizio la richiesta di 1,25 miliardi di euro nei confronti di Alitalia come risarcimento dei danni subiti a seguito del progressivo disimpegno della compagnia di bandiera dallo scalo varesino. Ieri infatti Alitalia ha confermato il taglio di 180 voli, già annunciato nei giorni scorsi, mentre il presidente Maurizio Prato ha contrattaccato assicurando che la compagnia “non starà a guardare“. Sul fronte opposto è stata rinviata al 20 febbraio l`udienza del Tar del Lazio sul ricorso di AirOne per l`annullamento dell`esclusiva ad Air France-Klm nelle trattativa di vendita. Fra 15 giorni i giudici amministrativi discuteranno sia la sospensiva sia il merito, ma sino alla prossima udienza le parti in causa (oltre ad AirOne, Alitalia, Air France-Klm, Avvocatura dello Stato, Regione Lombardia e Codacons) si sono impegnate a non compiere alcun atto sulla vicenda. Un blitz per la cessione al colosso franco-olandese della compagnia detenuta al 49,9% dal Tesoro, peraltro, non sembra in vista anche perché Jean Cyril Spinetta è atteso a Roma nella seconda metà di febbraio per la presentazione ufficiale del piano industriale ai sindacati. E` possibile, però, un`accelerazione nelle negoziazioni rispetto alla scadenza della due diligence indicata al 14 marzo. A decidere sulla vendita potrebbe essere quindi il governo Prodi, anche se il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ha sollevato qualche perplessità: sarebbe “una scelta legittima formalmente ma inopportuna nel rispetto reciproco tra le coalizioni“. Quindi, per Di Pietro sarebbe “opportuno rinviare la questione a un governo che si possa assumere la responsabilità politica di una decisione così importante“. GLI IMPRENDITORI del Nord, intanto, fanno quadrato. Domani AirOne illustrerà il suo piano per Malpensa ai soci di Assolombarda. La compagnia, ha annunciato la presidente degli imprenditori lombardi Diana Bracco uscendo da un incontro con Roberto Formigoni, indicherà come sostituire i voli intercontinentali, perché “per noi ci vuole una Malpensa che funzioni“, ha sottolineato la Bracco e “il peggio ? ha concluso ? è che il 31 marzo vengano cancellati i voli“. All`incontro in Regione sono intervenuti anche Giuliano Zuccoli, presidente di A2A, Santo Versace della casa di moda omonima, Aldo Romano, presidente Italia di Stm, e Massimo Ponzellini, presidente di Impregilo. Quest`ultimo in merito al depotenziamento di Malpensa ha detto che Impregilo potrebbe spostare la sede centrale da Sesto San Giovanni a Londra. “Su Malpensa ? ha detto Formigoni ? guadagnano tutte le compagnie: solo Alitalia riesce a perdere, perché ha il 95% del personale a Roma. Ma ora l`idea della moratoria sta prendendo piede, nonostante i gesti ostili di Alitalia“.

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