3 Gennaio 2015

Malati sospetti, la Procura valuta se intervenire

Malati sospetti, la Procura valuta se intervenire

GLI INQUIRENTI ROMA Le ipotesi di reato che potrebbero profilarsi per i vigili della capitale, caduti malati in massa per Capodanno, vanno dall’ interruzione di pubblico servizio alla truffa. Fino al falso, contestazione che alla fine potrebbe riguardare anche i medici, qualora si accertasse che i certificati presentati dagli agenti fossero un inganno. Ma non sarà facile dimostrare la malafede degli agenti che hanno scelto di disertare, con «ineccepibili» giustificazioni formali, le strade affollate proprio nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio. Il procuratore Giuseppe Pignatone e l’ aggiunto Maria Monteleone hanno scelto di attendere e non aprire un fascicolo, almeno fino a quando l’ indagine amministrativa, disposta dal comandante del corpo di Roma, Raffaele Clemente, non sia conclusa. L’ avvio di un’ inchiesta giudiziaria avrebbe bloccato le verifiche interne. E invece l’ esito degli accertamenti amministrativi sarà il punto di partenza per la Procura. L’ INCHIESTA Ieri il comandante Clemente ha incontrato il procuratore aggiunto Monteleone e, seppure il colloquio fosse previsto da tempo e riguardasse un’ altra inchiesta, la questione dell’ astensione in massa degli agenti municipali è stata comunque affrontata nel corso del breve vertice. La scelta della Procura, condivisa anche dal capo dei vigili, è di non interrompere l’ indagine interna. La relazione sugli accertamenti amministrativi, affidati ieri proprio da Clemenete al vicecomandante Raffaella Modafferi, sarà consegnata ai pm soltanto tra alcuni giorni. Le verifiche riguarderanno le reali dinamiche delle assenze e le posizioni dei singoli dipendenti. Sarà però non facile stabilire le responsabilità individuali rispetto a motivazioni formalmente ineccepibili (a norma di regolamento) per le assenze. Si dovrà dimostrare la falsità dei certificati medici trasmessi al comando o stabilire come la scelta di donare il sangue, che consente per legge l’ astensione dal lavoro, fosse soltanto il tassello di un progetto più ampio: disertare il lavoro in massa nella notte più “calda” dell’ anno. Soltanto l’ accertamento dei singoli falsi potrebbe portare a conseguenze disciplinari o giudiziarie per i protagonisti della vicenda. E se così fosse anche i medici potrebbero essere coinvolti. Il Codacons ha già annunciato un esposto nei confronti degli agenti ma anche dei professionisti che hanno firmato le “giustificazioni” per le assenze diagnosticando presunte malattie. Valentina Errante © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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