21 Ottobre 2010

Malata, soffocata da dolori e debiti

Mille giorni di un calvario che non conosce fine, con una malattia rara e finora non diagnosticata con efficacia, che ha portato una donna di 37 anni a una scelta disperata. «Sono rimasta senza lavoro e senza soldi – comincia a raccontare Maria, ma il suo nome è fittizio, nella sede del Codacons che patrocina il suo caso. I prestiti chiesti alle società finanziare mi hanno dissanguato» «Mi hanno mangiato tutto quello che prendevo a fine mese – continua – col salario già dimezzato dal part time perchè non riuscivo più a stare in piedi sul lavoro. Da poco sono a casa in aspettativa senza stipendio. Giro in carrozzina e i dolori non mi lasciano tregua nè di giorno nè di notte. Che altro mi resta, se non lasciarmi morire?» Disperata, consumata dalle medicine e da una vita che non le ha risparmiato niente, Maria ha gli occhi lucidi quando parla degli ultimi tre anni, da quando ha lasciato Parma, dov’ è vissuta sino al 2006, e dove ha lasciato una madre in ospedale, in coma da 13 anni, e un padre operato di tumore oltre a una sorella con gravi problemi di salute. A Rovereto sul Secchia prima trova lavoro in una stireria poi in una fabbrica dove si lavorano imballaggi e confezioni in plastica per medicinali. Maria inizia il lavoro con entusiasmo perchè le sembra di iniziare una nuova vita; ben presto cominciano a manifestarsi quei disturbi violenti che diventeranno una costante. Nel promemoria preparato assieme al Codacons sono elencate 19 patologie, che arrivano a sommarsi una in fila all’ altra: dai dolori articolari alle coliche addominali, dalle cefalee al vomito alla diarrea. In un caso perde la vista per un giorno. L’ unica certezza è quella di un’ allergia costante e continua alle sostanze chimiche. Tra una visita medica e l’ altra – una dozzina di specialisti in due anni – due ricoveri al pronto soccorso e altri in ospedale tra Modena e Reggio, più un altro in attesa, la donna si ritrova con i denti spezzati, la perdita di ciocche di capelli, il corpo gonfiato dai medicinali e le notti insonni. Per sopravvivere oggi prende una decina di farmaci contemporaneamente: da cortisone e antistaminici non si separa mai. «I farmaci più efficaci per alleviare i dolori – spiega – sono a pagamento – Il cortisone mi costa 21 euro ogni 10 giorni, la proteina estratta dal siero di latte costa 70 euro a barattolo ed è indispensabile per chi ha problemi immunologici come i miei». In breve tempo le ingiunzioni di pagamento prosciugano tutto. Un’ avvocatessa di Modena a cui Maria si è rivolta, dopo un contatto iniziale le ha presentato una parcella di 1800 euro: «La prima cosa che le ho detto è che ero in miseria, non avevo nulla – sottolinea allucinata la donna – Ora mi ha fatto citare per un pignoramento. Non ho niente, che deve prendersi ancora?» Nelle ultime settimane la situazione è precipitata. Di fatto l’ assiste e la mantiene il suo fidanzato, anche lui con una parziale invalidità, costretto a fare i salti mortali se deve chiedere permessi al lavoro per accompagnarla in ospedale. Un’ umiliazione continua quella di chiedere anticipi, perchè a fine mese non riescono mai ad arrivare. Ogni tanto un amico presta 10-20 euro per la spesa, che vengono restituiti appena arriva il mensile. ma questo è tutto; le assistenti sociali dicono che non possono più fare nulla e la faccenda finisce lì. «E’ una situazione intollerabile – protesta Fabio Galli (Codacons) – Che deve fare una persona in quelle condizioni? Lasciarsi andare? E dov’ è la tanto decantata assistenza sociale dei Comuni? Non solo non basta ma ora tocca alle banche mettere mano al portafoglio. Finora si sono arricchite con utili stellari; una parte dei profitti possono confluire in un fondo sociale serio, per aiutare i casi disperati. O non interessano?»

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