16 Ottobre 2001

Malata di tumore, interviene il Tribunale

Malata di tumore, interviene il Tribunale
Il caso della donna con un cancro al pancreas e lasciata senza cure arriva in aula. Il giudice ha chiesto al ministero una documentazione sul costosissimo farmaco che la paziente deve usare.


ROMA-Il Tribunale civile di Roma ha intenzione di vederci chiaro. Il giudice vuole infatti usare la lente d`ingrandimento sulla questione del farmaco costoso che deve utilizzare Maria M., una donna affetta da tumore al pancreas. Nel corso dell`udienza che si è svolta oggi nella seconda sezione del Tribunale, di fronte al giudice Scaramuzzi, il magistrato ha ordinato al Ministero della Salute di depositare il prossimo lunedì la documentazione relativa al farmaco e spiegare il motivo per cui ha ordinato la cura se poi il farmaco non viene “passato“ dal Ssn. Il Tribunale ha poi chiesto di acquisire tutta la documentazione scientifica relativa alla ipertermia.


Maria M., una donna di 49 anni malata di tumore al pancreas, sta infatti lottando da anni per cercare di poter svolgere di nuovo una vita normale. Per sottoporsi alla cura nella struttura privata di Villa Stuart, dove ora è tenuta sotto controllo e dove sta svolgendo gli accertamenti e le cure necessarie per tentare si sconfiggere il terribile male, deve però affrontare non poche difficoltà, come ad esempio il fatto che il farmaco che deve usare costa non meno di cinque milioni per ogni ciclo mensile e non sarebbe più in condizioni di sopportare ancora i costosi versamenti per comprare il medicinale prescritto dalla clinica privata.


La Asl RmA, in base a quanto riferito dal Codacons, che assiste la donna e che sta appunto portando avanti la causa davanti al Tribunale civile di Roma, non paga questo medicinale. Ecco il motivo che ha convinto Maria, che ora attende la pronuncia della seconda sezione del Tribunale civile sul ricorso presentato dal suo legale, l`avvocato Carlo Rienzi, presidente dell`associazione dei consumatori, a chiedere con procedura d`urgenza alla Asl la somministrazione gratuita del farmaco. Il Codacons, nel corso dell`udienza, ha inoltre sottolineato che già un`altra donna è morta perché è stata impossibilitata ad acquistare il medicinale, che in altre regioni invece come la Puglia sarebbe somministrato gratuitamente.


La signora per curarsi deve sottoporsi a dei cicli di chemioterapia abbinata alla ipertermia, cioè onde riscaldanti elettriche emesse da particolari apparecchi durante la terapia chemioterapia. “Si tratta di una cura già ampiamente sperimentata e praticata in tutta Europa – ha spiegato l`avvocato Rienzi – ma le Asl, escludendo alcuni casi, non hanno neanche i macchinari necessari per praticarla“. Nell`udienza di oggi Maria M. ha chiesto che sia ordinato alla Asl di erogare il medicinale per poter praticare la cura salvavita; medicinale molto costoso e che non tutti possono permettersi. In passato, infatti la Regione Lazio aveva avuto una risposta positiva alla concessione gratuita del farmaco, “per poi accorgersi però che una legge stabilirebbe che quei farmaci possono sì essere dispensati gratuitamente dal Ssn , ma solo in strutture “accreditate“.

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