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11 Maggio 2006

Malasanità, tragedie senza fine

Malasanità, tragedie senza fine

Dopo il caso della donna stroncata da una preanestesia a Ribera, inchieste anche a Caltanissetta e ad Acireale
Un`infezione alla gola, un edema alla gamba: altri due morti Tre ispettori al lavoro Polemici Ds Codacons e Tribunale del malato



La sanità siciliana torna nella bufera, la Regione avvia l`ennesima ispezione e perfino un funerale viene sospeso perché il morto forse è stato vittima della malasanità. Dopo il caso di Stefania Dimora, spirata martedì nell`ospedale di Ribera dopo la preanestesia per un intervento di cisti al braccio, ieri sono saltate fuori le morti sospette di un uomo di 49 anni a Caltanissetta e di una donna cinquantenne ad Acireale. Gino Cangialosi, di Canicattì, ha perso la vita dopo essere stato ricoverato al Sant`Elia di Caltanissetta per un`infezione alla gola. Era entrato in ospedale sabato scorso, e domenica le sue condizioni avevano cominciato ad aggravarsi. Martedì è morto. La famiglia stava preparando i funerali, ma il medico chiamato a stilare il certificato di morte, non appena ha appreso le circostanze del decesso, si è rifiutato di redigere il documento e ha avvertito i carabinieri. I militari intervenuti hanno fatto sospendere le esequie e hanno informato il magistrato, che ha disposto l`autopsia. L`altro giallo ad Acireale. Un medico è iscritto nel registro degli indagati per il decesso di una donna, morta anche lei martedì, nell`ospedale Santa Venera, in seguito a un edema alla gamba. La Procura di Catania ha aperto un`inchiesta, coordinata dal sostituto Lina Trovato, e ha disposto l`autopsia. La magistratura è intervenuta anche per il caso di Agrigento. La Procura di Sciacca ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone, fra medici e infermieri, dell`ospedale di Ribera per la morte di Stefania Dimora, sposata e madre di un bambino, ricoverata per un banale intervento di rimozione di una cisti al braccio. La donna è spirata nell`ospedale San Giovanni Di Dio di Agrigento, dove era stata trasferita dall`ospedale di Ribera in condizioni gravissime. Il direttore generale del dipartimento Ispettorato sanitario della Regione, Saverio Ciriminna, ha disposto un`ispezione sul caso della signora Dimora. A fare i controlli sarà Lorenzo Maniaci, responsabile del settore Ospedalità, con Paolo Cantaro e Primo Vanadia, componenti della Commissione regionale sul rischio clinico. I risultati dell`ispezione saranno analizzati il 16 maggio, durante l`incontro fra il Centro di coordinamento regionale e la Commissione sul rischio clinico. La polemica nel frattempo divampa. “La gente continua a morire negli ospedali siciliani e la Regione non sa fare altro che disporre ispezioni – accusa Antonello Cracolici, deputato regionale ds e componente della commissione Sanità – La crisi del sistema ospedaliero è ormai drammatica. La verità è che la sanità siciliana è allo sfascio anche perché chi l`ha gestita in questi anni ha preferito curare interessi privati piuttosto che garantire la salute di tutti i cittadini“. Il Codacons propone di unificare le inchieste: “Chiediamo a tutte le Procure della Repubblica siciliane – dice il segretario nazionale, Francesco Tanasi – di unificare le inchieste in corso sui casi di malasanità nella regione, per capire se c`è un filo conduttore comune che lega i casi di morti ingiustificate in ospedale, eccessivamente numerose nell`ultimo anno“. Proteste anche da Cittadinanzattiva, che “offre sostegno legale alle famiglie coinvolte nei casi di malasanità“: “Siamo ancora in attesa dei risultati della Commissione sul rischio clinico. A cosa serve l`ennesimo annuncio dell`assessore? Siamo stanchi di ispezioni annunciate ma di cui poi non si conoscono esiti di reale efficacia o se si siano prese decisioni successive“, dice Mimma Modica Alberti, segretario regionale del Tribunale per i diritti del malato.

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