3 Dicembre 2015

«Malagrotta, Cerroni paghi 45 milioni»

«Malagrotta, Cerroni paghi 45 milioni»
rapporto del ministero dell’
ambiente: per tre anni l’ ama ha sborsato più del dovuto per l’ uso
degli impianti di colari ora il consiglio di stato potrebbe disporre il
risarcimento a favore della municipalizzata: indagini anche in procura

LA RELAZIONE L’ Ama avrebbe pagato per tre anni una tariffa eccessiva, al gruppo Colari, per sversare i rifiuti nei due impianti Tmb di Malagrotta. A stabilirlo, secondo l’ agenzia di stampa Dire, sono le verifiche fatte dal ministero dell’ Ambiente sulla decisione della Regione che, nel 2011, aveva stabilito un prezzo per tonnellata, versato dall’ azienda di via Calderon de la Barca, di 99 euro. Un provvedimento che si era fondato sulla valutazione di due revisori, allegata a una relazione di Sviluppo Lazio, cui l’ amministrazione di allora aveva dato l’ incarico. La decisione è stata appellata da Ama al Consiglio di Stato che, nel 2014, ha incaricato il direttore della direzione generale per i rifiuti e l’ inquinamento del ministero dell’ Ambiente, Mariano Grillo, di disporre una verifica per accertare la determinazione della tariffa di accesso ai due Tmb di Malagrotta. L’ esito è arrivato il 29 aprile 2015 con una relazione di 42 pagine, da tempo all’ attenzione della Procura di Roma che sta indagando sulla vicenda. Il verificatore ha ritenuto che «la determinazione della tariffa di accesso ai due impianti di trattamento non sia corretta in relazione al calcolo del valore della remunerazione del capitale investito» e che «il valore della remunerazione del capitale investito dichiarato da E.Giovi non sia stato determinato conformemente alla normativa vigente». I GIUDICI La palla è adesso passata in mano al Consiglio di stato. I giudici amministrativa di secondo grado non possono formulare una nuova tariffa ma, nelle motivazioni del giudicato, potrebbero evidenziare quanto sostenuto dalla commissione di verifica, spalancando le porte a una causa civile di Ama nel confronti di E.Giovi per recuperare gli eventuali costi non dovuti. Una cifra che si potrebbe aggirare sui 45 milioni di euro, usciti dalle tasche dei romani e non solo (nei Tmb di Malagrotta vanno anche i rifiuti della Città del Vaticano e di Fiumicino) che li hanno pagati nella Tari. Nel frattempo la Regione Lazio ha provveduto ad aggiornare la tariffa dei Tmb che adesso, dopo il riconoscimento degli extracosti per l’ invio fuori Regione dei materiali in uscita (a causa della chiusura di Malagrotta), è di oltre 135 euro a tonnellata. LA CLASSIFICA I rifiuti, nel frattempo, vengono pagati a peso d’ oro dai cittadini di Roma e del Lazio, che vengono beffati due volte: dove il costo delle tariffe è più alto, peggiore è infatti il servizio. A rivelarlo è uno studio della Confartigianato, secondo il quale le tariffe per la raccolta dei rifiuti in Italia, negli ultimi cinque anni, hanno corso più dell’ inflazione: del 22,6 per cento di aumento, contro l’ 8 per cento complessivo del tasso di inflazione. Nel caso del Lazio, poi, «a fronte della più alta percezione della sporcizia delle strade, si registra il costo più elevato d’ Italia per la loro pulizia», indica la rilevazione di Confartigianato. Ogni cittadino del Lazio paga così 217 euro l’ anno per il servizio di raccolta, contro una media di 168,14 euro pro capite, per un totale di 10,2 miliardi, pagati nel 2014 da imprese e famiglie tra tasse e tariffe. L’ impennata dei costi si è avuta negli anni 2012-2015, con un rincaro del 12,5 per cento, nove volte e mezzo in più della crescita del costo della vita (più 1,6 per cento). Il Codacons, commentando questi dati, parla di «effetto Mafia Capitale, ossia un rialzo ingiustificato delle tariffe a fronte di un forte peggioramento del servizio reso». Fa.Ro. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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