3 Novembre 2015

Malagò: «Inaccettabili le parole di Tavecchio»

Malagò: «Inaccettabili le parole di Tavecchio»

Il fuoco di fila su Carlo Tavecchio non finisce. Nelle stanze che contano del Governo, ieri, l’ irritazione (diciamo così) era ancor più palese, visto che Palazzo Chigi (Renzi domenica era allibito) non può intromettersi nelle questioni che riguardano (anche) il calcio. Lo stesso succede anche al Governo dello sport. Dopo un giorno di riflessione, e dopo un confronto con il diretto interessato, è uscito allo scoperto anche il numero uno del Coni. «Parole inaccettabili» dice Giovanni Malagò, presidente dello Sport italiano, ma – cosa già nota ai tempi di Opti Poba, tanto per citare un’ altra gaffe di Tavecchio – nessuna norma prevede il commissariamento della Federcalcio per gli “scivoloni” del suo presidente. Dunque, la parola d’ ordine di chi sostiene l’ uomo di Ponte Lambro (che si è difeso affermando di essere vittima di una «ritorsione») è cercare di tenere duro e far passare quest’ ennesima bufera, sicuramente una bomba alla quale è stato spostato il timer per colpire al momento opportuno (la corsa alle elezioni di fine 2016 è già iniziata e – sarà un caso – Ta vecchio aveva proprio recentemente svelato la sua voglia di ricandidarsi). Resta, però, in questo impeachment tricolore, la gravità di frasi e pensieri che hanno fatto il giro del mondo (compresa quella che sembra anche una incredibile gaffe nella gaffe, il Time of Israel ha usato la foto del Crozza-Tavecchio per completare la notizia). TECNICISMO. Malagò non è stato tenero nei confronti di Ta vecchio. «Le parole emerse at traverso la registrazione sono inaccetabili e vanno biasimate». Ma, anche per rispondere a chi vuole la testa del presidente della Federcalcio, il numero uno del Coni ha precisato che «non esiste alcun presupposto tecnico -giuridico perché il Coni possa commisariare la Federcalcio». Lascia a Tavecchio ogni considerazione: «Ritengo che ogni singola persona debba rispondere alla propria coscienza e adottare il comportamento più idoneo». La vicenda, però, nopn finirà qui: «Ho chiesto, con urgenza, un repèort dettagliato per approfondire questa vicenda in ogni singola dinamica». MESSAGGIO. Delicato e incisivo come quando calciava il pallone per metterlo là dove nessun portiere poteva prenderla. Alex Del Piero interviene nel dibattito: «Ci sono del le situazioni dove necessariamente non bisogna sbagliare in quello che si dice o nel messaggio che si dà» ha detto ai microfoni di Rtl 102.5. «Tutti gli episodi non positivi che accadono nel mondo del calcio infastidisce chi, come me, sono state mosse fin dall’ inizio dalla passione per questo sport e che, al di là dei ruoli che ricoprono nella vita, più o meno attivi sul campo, dedicano sempre un’ attenzione particolare». MENTALITÀ. Il problema? La nostra mentalità, almeno secondo Gianni De Biasi, ct dell’ Albania dei miracoli, appena qualificata a Euro 2016. «In Italia c’ è una mentalità di retroguardia. All’ estero non si sognerebbero mai di fare certe battute». QUESTIONE SEPARATA. «Nes suno può dubitare che, come israeliano, ebreo e parte di un gruppo di minoranza, io possa minimamente accettare parole quali quelle pronunciate dal presidente Tavecchio». Il chiarimento è dell’ ambasciatore israeliano in Italia, Naor Gilon, che aveva detto di non voler «entrare nel merito» alle parole del presidente della Figc, ricordando l’ appoggio a Israele in seno alla Fifa di Tavecchio: «Due questioni diverse e separate». VIA DALLA FIGC. Il Codacons ha presentato un atto -memoria a sostengo di un ricorso già presentato al Tar del Lazio per sospendere la nomina di Tavecchio a Presidente della Figc: «E’ evidente che una carica così importante non può essere affidata a soggetti che abbiano idee di stampo razzista». @edmondo_pinna.

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