29 Luglio 2003

Mais Ogm, i consumatori denunciano la giunta: «I campi vanno distrutti»

Mais Ogm, i consumatori denunciano la giunta: «I campi vanno distrutti»


La Regione: allarme infondato, non ci sono pericoli né per la salute né per l?ambiente



Alle associazioni dei consumatori la decisione del Pirellone di non distruggere i campi di mais contaminati da Ogm non è proprio andata giù. E ieri Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno affilato le armi presentando una denuncia alle Procure della Repubblica di Brescia e Milano contro la Regione Lombardia. I reati ipotizzati: omissione d?atti d?ufficio, favoreggiamento e concorso in commercio di sementi vietate. Le associazioni avevano chiesto alla Regione di ordinare la distruzione immediata delle piante Ogm, dannose per la salute dei cittadini e per l?ambiente sostenendo che con l?infiorescenza i semi inquinati verrebbero trasportati da insetti e vento in altri campi, avviando un circolo vizioso: in breve tempo si contaminerebbero in modo irreversibile i campi dell?intera Lombardia. A differenza del Piemonte, la nostra regione ha scelto di non distruggere le piante incriminate adottando una soluzione nuova. Il mais contaminato da Ogm (450 ettari coltivati nell?intera regione) sarà raccolto «a parte» e, sotto controllo delle Asl, analizzato e poi eliminato. «Questa scelta offre le massime garanzie di tutela dell?ambiente – aveva detto alcuni giorni fa il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni -. Il mais contaminato sarà isolato e destinato a possibili e legittimi usi, per esempio quello energetico, come la trasformazione in biomassa o bio-etanolo». E ieri la reazione del Pirellone è stata immediata: «L?allarme lanciato dalle associazioni dei consumatori – scrive una nota della Regione – è del tutto infondato. Il tipo di semente scoperto il Mon810, secondo le certificazioni ufficiali della Commissione europea non comporta effetti negativi per la salute umana o l?ambiente. In più il consiglio scientifico per le biotecnologie sottolinea come fino al periodo della raccolta non ci siano possibilità di contaminazioni ambientali, essendo completata la fioritura del mais da circa un mese».
Ma i consumatori non si sono dati per vinti: «La legge impone il divieto assoluto di sementi Ogm nel nostro Paese». Di qui la denuncia e un ricorso al Tar con il quale le associazioni impugneranno il provvedimento.

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