26 Febbraio 2016

Maira deve risarcire 407mila euro, anche per le messe

Maira deve risarcire 407mila euro, anche per le messe

PALERMO. L’ ex capogruppo all’ Ars, di Udc e poi Pid, Raimondo “Rudy” Maira, e stato condannato dai giudici della Corte dei Conti, presieduta da Luciana Savagnone, a risarcire in totale 407mila euro. I fatti per cui si e proceduto si sono verificati durante la scorsa legislatura nell’ ambito delle cosiddette “spese pazze” all’ Ars, dopo che la Guardia di finanza ha effettuato un accertamento sui fondi dei gruppi parlamentari. Il giudizio davanti alla Corte dei conti e scattato dopo che gli uomini del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Palermo hanno rilevato irregolarità ed anomalie. Recentemente sono stati condannati a risarcimento altri due ex capigruppo, Francesco Musotto (Mpa) per circa 600 mila euro, e Cataldo Fiorenza (Misto) per 42 mila euro. A Maira sono state contestate le spese che riguardano il noleggio per oltre 100 mila euro di tre automobili Audi A6, utilizzate dall’ ex capogruppo e dall’ ex parlamentare Fausto Maria Fagone. I leasing sono stati bocciati dalla Procura della Corte dei Conti dopo che sono state verificate le spese di indennità di trasporto su gomma ricevute dai due deputati, che avevano la residenza fuori dal territorio di Paler mo, dove ha sede l’ Assemblea regionale. Solo per questa voce Maira dovrà restituire circa 65 mila euro alla presidenza del gruppo, somme spalmate dal 2008 al 2010. Così come i 200 mila euro dati ad alcuni parlamentari, durante la passata legislatura. Maira dovrà restituire anche il de naro utilizzato per pagare i conti alla bouvette dell’ Ars, circa 16 mila euro, così come le spese telefoniche del gruppo non dovute, visto che i deputati ricevevano un rimborso forfettario per le telefonare di 4.150 euro l’ anno. L’ ultima voce, contestata dai giudici contabili, riguarda la spesa per cinque messe di suffragio in memoria del padre dell’ allora presidente dell’ Ars, Francesco Cascio, fatte celebrare nella parrocchia di Sant’ Eugenio Papa. «Per Raimondo “Rudy” Maira tali spese – si legge nella sentenza – rientrano tra quelle di rappresentanza. Tale qualificazione non può essere condivisa: la celebrazione di una messa in suffragio ha un valore sul piano religioso, ma non di certo una funzione a carattere istituzionale o di rappresentanza e come tale, può essere una scelta a carattere personale dell’ individuo, ma non una spesa di funzionamento del gruppo parlamentare». L’ Assemblea regionale siciliana, lo ricordiamo, il 15 febbraio scorso si e costituita parte civile all’ udienza preliminare del processo sulla cosiddette “spese pazze” all’ Ars. Il rinvio a giudizio e stato chiesto per 13 ex capigruppo del Parlamento siciliano accusati di peculato e abuso d’ ufficio. La richiesta di rinvio a giudizio e stata formalizzata dai sostituti procuratori Maurizio Agnello, Luca Battinieri e Sergio Demontis che sono stati coordinati dal procuratore aggiunto Leonardo Ague ci. L’ inchiesta non si e fermata. Per altri 40 politici, infatti, la Procura ritiene che le spese dei gruppi fossero finalizzate a scopi personali. L’ udienza e stata celebrata davanti al gup Riccardo Ricciardi che ha accolto l’ istanza dell’ Ars. Non e stata ammessa, invece, la costituzione di parte civile del Codacons, in rappresentanza dei cittadini, perche lo statuto dell’ associazione dei consumatori non prevede un interesse verso questo tipo di reato. L’ udienza preliminare e stata rinviata al prossimo lunedì 21 marzo.
leone zingales

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