16 Aprile 2020

Mail per i tamponi perse Solo in 3 per le richieste dei medici di famiglia

la procura: ” disservizio? apriremo un’ inchiesta se ci sarà un esposto” ma il segretario della fimmg accusa il sisp: ommissione di atti d’ ufficio
di Ottavia Giustetti Le cifre impazzite dell’ emergenza, le accuse incrociate di inefficienze amministrative e sanitarie, la strage silenziosa degli anziani nelle case di riposo: il caso coronavirus in Piemonte si sposta, ogni giorno di più, nelle stanze delle polizie giudiziarie e sulle scrivanie dei magistrati delle diverse procure della regione . La novità eclatante delle ultime ore, quella che ha riacceso la miccia tra Unità di crisi e medici piemontesi, è la rivelazione della presunta falla nel sistema informatico delle Asl, quello che avrebbe dovuto gestire per l’ autorità sanitaria le segnalazioni di casi di sospetto Covid-19 da parte dei medici del territorio, il Sisp, il servizio di igiene ubblica. Il presidente del comitato tecnico scientifico, Roberto Testi, ha ammesso che per un certo periodo qualcosa non ha funzionato a dovere: un baco nella piattaforma informatica avrebbe mandato perdute molte di queste segnalazioni di potenziali malati, spiegando che solo tre persone erano state dedicate alla lettura dei report dei medici di famiglia e che dopo 24 ore di fermo sulla casella di posta, se il messaggio non venivano letto, il sistema li cancellava. Il segretario regionale della Fimmg (la Federazione dei medici di medicina generale) Roberto Venesia, ha accusato i colleghi di corso Marche di ” omissione di atti d’ ufficio” ricordando che sommato a questo caso resta vivo il problema dei tamponi mai fatti ai medici di famiglia e delle protezioni carenti o addirittura inesistenti negli ambulatori e nelle corsie d’ ospedale. « In questo tempo cosi’ complicato e tragico, – ha detto Venesia – i dottori di medicina generale hanno prestato e continuano a prestare le cure nei loro studi e a domicilio dei cittadini. Per questo stanno pagando un duro prezzo personale. Colleghi e amici sono morti o si sono ammalati o sono tuttora ricoverati negli ospedali ». Ma la procura di Torino, per il momento, non procede con l’ apertura di nuovi fascicoli d’ indagine: restano delegati i Nas al censimento delle misure di protezione messe a disposizione dall’ Unità di crisi, un fascicolo senza ipotesi di reato né indagati nato dall’ esposto dell’ Ordine dei medici a marzo, e quello sulla Rsa San Giuseppe di Grugliasco: 11 decessi in un fine settimana e 27 in pochi giorni su 87 ospiti sono affiorati ai primi controlli, ma non è stato possibile identificare le morti per coronavirus visto che lì, come altrove, i tamponi non sono mai arrivati. Ciononostante le inchieste aperte nel resto del Piemonte non si contano più, con Cuneo che ipotizza il reato di “epidemia colposa”, Vercelli “epidemia colposa” e “omicidio plurimo colposo” e il Codacons che ieri ha annunciato di aver presentato un esposto a Ivrea per ” omicidio plurimo colposo”. I presidenti degli Ordini degli infermieri del Piemonte hanno inviato una lettera al governatore Alberto Cirio con la quale denunciano “gravi disservizi nelle strutture residenziali territoriali”. © RIPRODUZIONE RISERVATA k Rischio Non sono stati fatti decine di tamponi sollecitati dai medici.

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