20 Ottobre 2020

Mai data la delega al sistema bancario Villarosa: «Tutti impegnati su tutto»

la polemica sul sottosegretario: incarichi definiti solo da pochi giorni «ma la maggior parte delle associazioni ha apprezzato il mio lavoro»
VENEZIA La polemica appena avviata dal sottosegretario all’ economia Alessio Villarosa contro il ministro Roberto Gualtieri che gli avrebbe tolto di punto in bianco la delega alle banche, poggia sul nulla. Villarosa non ha la delega al sistema bancario: di sua competenza risultano solo le aree terremotate e il dissesto idrogeologico, come si legge nel decreto di precisazione delle sue deleghe firmato da Gualtieri il 7 agosto. A meno che Villarosa non si riferisca proprio a quel decreto parlando di revoca immotivata: in tal caso bisognerebbe sapere perché lo fa due mesi e mezzo dopo. Ne consegue che il baruffone scoppiato la settimana scorsa tra lui e Luigi Ugone dell’ associazione “Noi che credevamo nella Popolare di Vicenza”, accusato di manovrare a suo vantaggio il Fir attraverso una quinta colonna annidata nella commissione tecnica che decide gli indennizzi, c’ entra come i cavoli a merenda. Aveva ragione Franco Conte, presidente veneto di Codacons, il primo a sollevare un velo sulla delega fantasma e che oggi ironizza: «Le competenze vere di Villarosa sono idonee per mettere in cantiere il disastro del Fir. Che lui non si occupi di banche può essere solo positivo. È un boyscout che si lancia con entusiasmo, anche in buonafede, convinto di fare del bene, che è il peggiore approccio che si può avere in una materia in cui serve competenza». Che Villarosa non avesse una “delega formale” ad occuparsi di banche per conto del Mef sembra risultare anche all’ interno del movimento Cinquestelle, dove parlano di una possibile intesa non scritta tra lui e il ministro. Cosa che non accontenta il deputato vicentino Pierantonio Zanettin, il quale chiede espressamente al ministro Gualtieri di chiarire «se e quando il sottosegretario Villarosa sia stato titolare delle deleghe legate al sistema bancario».Non ha bisogno di aspettare risposte ufficiali Luigi Ugone, che ormai con Villarosa ha ingaggiato un corpo a corpo: «Senza aver mai avuto alcuna delega da Gualtieri, Villarosa si sente legittimato ad attaccare i risparmiatori veneti ma non parla di Mps. Forte con i deboli e muto con i forti. Per le insinuazioni che ha fatto sul nostro conto, chiederò allora le sue dimissioni al ministro». Chi difende Villarosa è Patrizio Miatello, dell’ associazione Ezzelino: «La delega alle banche non coincide con quella al Fir, questione che Villarosa ha seguito a nome e per conto del Mef, come risulta dai verbali di tutte le riunioni. Se non fosse stato per lui gli indennizzi non sarebbero ancora partiti». E l’ interessato come la mette? Rintracciamo Villarosa a tarda sera, mentre rientra da un processo su Banca Etruria, dove è stato sentito come teste: «Nel governo Conte 1 io avevo la normativa bancaria in fase ascendente dall’ Ue e i pagamenti digitali, due deleghe legate al sistema bancario. Oggi con il Conte 2 non ne ho neanche una: solo terremoto e dissesto idrogeologico». Ma il governo Conte 2 è in piedi da molto prima di agosto. «Sì, ma le deleghe sono arrivate due mesi fa e pubblicate solo da un paio di settimane, nessuno prima era delegato al sistema bancario, neanche i viceministri. Tutti ci occupavamo di tutto, io in particolare di banche, mercati finanziari, assicurazioni, fisco. Quanto a Ugone e alla sua associazione, che vale uno zero virgola di tutti i risparmiatori, lo querelerò appena possibile e sono certo che allora verranno fuori tante cose. Su 19 associazioni, 17 mi stanno testimoniando vicinanza, mi hanno scritto Adusbef, l’ avvocato Calvetti, le associazioni del Friuli, Federconsumatori. Invece leggo solo di Ugone e Arman e allora vi dico che sulle deleghe rispondo solo al ministro e non a loro». –© RIPRODUZIONE RISERVATA.
renzo mazzaro

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