28 Maggio 2016

Maggio in chiaroscuro: più otimiste le imprese, meno i consumatori

Maggio in chiaroscuro: più otimiste le imprese, meno i consumatori

di Lorenzo Allegrini TORINO – Segnali in chiaroscuro per l’ economia italiana a maggio. Nel mese cala l’ indice di fiducia dei consumatori, mentre sale quello delle imprese. La rilevazione è l’ ennesima poco brillante rilasciata dall’ Istat questa settimana. L’ istituto statistico aveva rilevato mercoledì per il fatturato industriale a marzo la peggiore frenata dall’ agosto del 2013, mentre ieri il commercio al dettaglio, sempre per marzo, ha segnato una battuta d’ arresto. Se si considerano anche l’ attuale andamento in deflazione dei prezzi al consumo e i salari saliti ad aprile al tasso più lento dal 1982, tutto sembra far pensare a una primavera di nuovo le che si addensano sopra la ripresa dell’ Italia. Che, secondo il Condacons, prefigura una “estate fredda” per gli italiani. “La riduzione dell’ indice relativo alla fiducia è un pessimo segnale per l’ economia nazionale, e si rifletterà in modo diretto sulla propensione alla spesa da parte delle famiglie nel breve termine”, dice il pre sidente del Codacons, Carlo Rienzi, commentando i dati dell’ istituto statistico nazionale. Nel dettaglio, l’ indice della fiducia dei consumatori diminuisce a maggio passando a 112,7 da 114,1 del mese precedente. Il clima personale migliora, ma peggiorano la componente economica, l’ aspettativa futura e i giudizi sulla situazione corrente. Insomma, le famiglie si sentono un po’ meglio ma sono meno ottimiste su ciò che le circonda e sui prossimi mesi. I giudizi e le attese sulla situa zione economica del Paese peggiorano, mentre aumenta l’ indice sulle attese riguardo ai prezzi per i prossimi 12 mesi. Peggiorano, infine, le aspettative sulla disoccupazione. Un segnale positivo, seppure contenuto, arriva invece dall’ indice di fiducia delle imprese, che a maggio aumenta a 103,4 da 102,7. Il clima di fiducia scende nella manifattura, nelle costruzioni, nei servizi di mercato e nel commercio al dettaglio. In particolare, nelle imprese manifatturiere peggiorano i giudizi sugli ordini, mentre le attese sulla produzione rimangono stabili. Nelle costruzioni migliorano i giudizi su ordini o piani di costruzione e peggiorano le attese sull’ occupazione. Nei servizi migliorano le attese sugli ordini, ma peggiorano i giudizi sugli ordini e le attese sull’ andamento dell’ economia italiana. Nel commercio al dettaglio, infine, peggiorano le attese sulle vendite future, rimangono stabili i giudizi sulle vendite correnti e cala il saldo sulle scorte di magazzino.

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