19 Novembre 2015

Mafia Roma, processo senza Codacons e M5S

Mafia Roma, processo senza Codacons e M5S
fuori anche confindustria. scoppia la polemica, annunciati ricorsi in cassazione

ROMA – Scoppia la polemica dopo la decisione della X sezione del tribunale di Roma che ha escluso, nel processo a Mafia Capitale, alcune parti civili tra cui Codacons e Confindustria. L’ ordinanza è arrivata nella tarda serata di martedì dopo che i giudici si erano chiusi in camera di consiglio per oltre cinque ore. Il Codacons, e non solo, incassa la decisione ma torna ad attaccare annunciando ricorso in Cassazione. «Una decisione abnorme e sconcertante» la definisce l’ associazione dei consumatori. «Per il giudice le spiagge sporche – tuona l’ associazione – la spazzatura non raccolta e le buche stradali non hanno costituito un danno diretto e immediato per chi, come gli utenti romani, paga tasse sui rifiuti e su tutti i servizi a prezzi gonfiati a causa del sovrapprezzo prodotto dalla corruzione». Duro anche il Codici. «Da anni – dice Ivano Giacomelli – difendiamo la società civile da soprusi, ingiustizie e illegalità. Non essere ammessi parte civile nel processo di Mafia Capitale è gravissimo, soprattutto nei confronti di tutti gli onesti cittadini che hanno subito un danno o gravi conseguenze dalle azioni perpetrate dal famoso mondo “terra di mezzo”». In totale sono 23 le istanze di parte civile ammesse. Il tribunale ha, invece, respinto 42 richieste di costituzione di parte lesa nel procedimento. Via libera oltre al Comune di Roma, Regione Lazio e ministero degli Interni anche, tra gli altri che avevano presentato istanza, le amministrazioni giudiziarie delle società sequestrate, Ama Spa, Pd Unione regionale Lazio e Eur Spa. Nel provvedimento di oltre venti pagine il tribunale spiega che «sono stati accolti gli enti o associazioni che, in base agli statuti e agli costitutivi, sono specificamente preposti alla lotta e alla prevenzione dei fenomeni mafiosi, alla realizzazione di alternative al fenomeno mafioso stesso, alla solidarietà ed assistenza nei confronti delle vittime della mafia, nonchè al contrasto dei fenomeni di corruttela, estorsione e usura che arrecano pregiudizio all’ or dinato e pacifico svolgimento della convivenza sociale». I giudici hanno escluso enti che tutelano i consumatori «perché si limitano soltanto ad ipotizzare un danno di tipo generico e privo di concreta connotazione». Non figureranno tra le parti civili nel processo a Mafia Capitale i rappresentanti del Movimento Cinquestelle. In particolare, sottolinea il tribunale, «per i singoli che hanno avanzato richiesta come membri del parlamento (Roberta Lombardi di M5s, ndr) va ricordato che la legittimazione processuale spetterebbe all’ ente». Marco Maffettone.

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