5 Novembre 2015

Mafia Capitale, via al processo. Il legale di Carminati: “Parlerà ma non ha rivelazioni da fare”

Mafia Capitale, via al processo. Il legale di Carminati: “Parlerà ma non ha rivelazioni da fare”

Ressa
nella cittadella giudiziaria di piazzale Clodio per il maxiprocesso. E
l’avvocato di Buzzi presenta una nuova richiesta di patteggiamento, già
respinta in precedenza dalla procura: “A Roma la mafia non esiste”.
Odevaine: “Ho fatto degli errori, sto collaborando”. Scintille tra i
legali della difesa e i pm. No dei giudici alla presenza in aula dei
vertici dell’organizzazione

    
Mafia Capitale, via al processo. Il legale di Carminati: “Parlerà ma non ha rivelazioni da fare”
L’avvocato Giosuè Naso, legale di Carminati (ansa)
Massimo Carminati “è pronto a parlare” e “si difenderà” anche se “non ha rivelazioni da fare”, Salvatore Buzzi non ancora. I due personaggi chiave dell’inchiesta di Mafia Capitale – l’ex Nar e il capo delle cooperative, ritenuti a capo dell’organizzazione che fino allo scorso anno ha operato a Roma e nel Lazio corrompendo pubblici funzionari, amministratori di società ed esponenti politici – nell’aula Occorsio del tribunale di Roma dove si è aperto oggi il maxi processo appaiono solo in video. Collegati, per ragioni di sicurezza, dai rispettivi carceri in cui sono detenuti: il primo a Parma, il secondo a Tolmezzo, provincia di Udine. Una decisione che ha provocato subito lo scontro tra i legali, schierati a favore del ritiro del provvedimento, e i pm, decisi a tenerli fuori, come poi confermato dai giudici che hanno respinto le richieste della difesa.

Oltre a loro, davanti ai giudici della decima sezione penale presiduta da Rosanna Ianniello sfilano altri 44 imputati. E’ iniziata così, con l’appello, una vera e propria maratona processuale fatta di 130 udienze, programmate da qui al prossimo luglio, che da lunedì si trasferirà nell’aula bunker di Rebibbia. Ed è ressa nella cittadella giudiziaria di piazzale Clodio: fotografi, telecamere, pubblico da un lato, avvocati dall’altro. Più di 70 le testate giornalistiche accreditate. In aula, dove per la calca quasi non si respira, sono state autorizzate le riprese televisive. Le prime file sono state riservate per i difensori che sono stati invitati ad essere presenti con pochi sostituti processuali proprio per limitare la folla. A rappresentare l’accusa, invece, ci sono il procuratore aggiunto Michele Prestipino e i sostituti Luca Tescaroli, Paolo Ielo e Giuseppe Cascini. Alle nove nel cortile sono passati i faldoni del processo, portati in aula per l’udienza: centinaia di documenti e migliaia di intercettazioni.

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Tra gli imputati presenti l’imprenditore Daniele Pulcini e Luca Odevaine, l’ex componente del Tavolo di coordinamento nazionale per l’accoglienza dei richiedenti asilo, che ha ottenuto due giorni fa gli arresti domiciliari dopo undici mesi trascorsi in carcere ed è accusato di corruzione aggravata per l’appalto del Cara di Mineo. E oggi, in una pausa dell’udienza, sostiene: “Ho ammesso le mie responsabilità in relazione a delle dazioni di denaro e sto collaborando con la magistratura. Ho fatto degli errori, ma con Carminati non c’entro nulla e a Roma non c’è un sistema mafioso che gestisce la città. A Roma le cose si trascinano”. Nega ogni accusa invece l’imprenditore: “Sono tranquillo ed estraneo ai fatti. Questo è solo un processo mediatico, non c’è nessuna mafia”.

La stessa linea tenuta dai difensori di Buzzi e Carminati. “A Roma la mafia non esiste, non c’è neanche una traccia. C’è stato un cattivo costume che spero venga debellato” dice il primo che ha chiesto nuovamente il patteggiamento per il suo assistito. “Puntiamo all’assoluzione” azzarda il secondo, definendo il dibattimento sull’organizzazione criminale “un processetto dopato e montato” in cui “non c’è necessità di tenere gli imputati in videoconferenza”. E sono subito scintille col pm Cascini: “Tutti i processi sono molto seri e tutti gli imputati vanno rispettati. Non è elegante e non rispettoso per i detenuti dichiarare che questo è un processetto. Io ho uno stile diverso e non vado per i corridoi a dire a tutti i presidenti di tribunale che incontro che sono i migliori”.
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Come loro pure Riccardo Brugia, ex Nar anche lui, e, secondo l’accusa, non solo il custode delle armi (mai trovate) a disposizione del sodalizio, ma anche organizzatore dell’associazione criminosa, che si trova nella casa circondariale di Terni, Luca Gramazio, l’ex capogruppo del Pdl in Consiglio regionale detenuto a Rebibbia, Claudio Turella (ufficio giardini del Comune) e Fabrizio Franco Testa (commercialista e fedelissimo di Carminati) sono soltanto collegati in videoconferenza.

Nonostante la distanza il legale di Carminati è certo che il suo assistito stavolta non tacerà, come invece ha fatto dal giorno dell’arresto, nel dicembre 2014, a oggi. “Lo farò parlare, stavolta è intenzionato a difendersi in modo diverso dal solito perché vuole chiarire un sacco di cose e credetemi… lo farà sicuramente”. “Di tutta questa storia a Carminati ha dato particolarmente fastidio il fatto che il suo nome sia stato accostato alle parole ‘mafia’ e ‘droga’. Con la mafia non c’entra proprio nulla e la droga gli fa veramente schifo. E non parliamo delle armi che non sono mai state trovate”.
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Rispetto alle sentenze emesse in abbreviato due giorni fa davanti al gup Anna Criscuolo che ha attribuito a un collaboratore di Buzzi l’aggravante di aver agevolato l’associazione mafiosa, Naso ha parlato “di decisione ampiamente attesa, arrivata in forma assolutamente tempestiva. Noi da un anno stiamo aspettando di comparire davanti al tribunale e, guarda il caso, gli immediati verranno celebrati proprio alla vigilia di questa sentenza gup e dell’arresto di alcuni giorni fa della dirigente Eur Spa, Clelia Logorelli, per corruzione. Questo per far capire il clima… Secondo me c’è una regia facilmente identificabile che vuole tutto questo. In aula lo dirò a chiare lettere”.

Lì, seduti tra gli imputati, ci sono anche l’ex consigliere regionale Pd, Pierpaolo Pedetti, l’ex consigliere comunale Pdl, Giordano Tredicine, l’ex di di Ama, Giovanni Fiscon e Claudio Bolla, braccio destro di Buzzi, Franco Figurelli, Guido Magrini. Assenti invece l’ex presidente dell’Assemblea capitolina di Roma, Mirko Coratti, rappresentato dai legali Filippi Dinacci e Fabio Viglione, l’ex capo dipartimento delle Politiche sociali di Roma Capitale, Angelo Scozzafava, e l’ex presidente del X municipio Andrea Tassone.

Del tutto assenti invece l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino che, quando aveva ancora la fascia tricolore indosso, aveva annunciao di voler presiedere all’udienza visto che il Campidoglio ha chiesto di costituirsi parte civile insieme alla Regione Lazio e a Libera, al Movimento 5stelle, al Codacons e ad altre associaioni tra cui Sos Impresa, Cittadinanza Attiva e Da sud. Ma non si sono visti nemmeno altri membri della ex giunta o esponenti dei partiti romani.

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