6 Novembre 2015

Mafia Capitale trema Carminati parlerà

Mafia Capitale trema Carminati parlerà
alla sbarra l’ organizzazione
che per anni ha messo le mani su roma tangente da buzzi di 125mila
euro: chiesto il giudizio per alemanno

di Fiammetta Cupellaro ROMA «Farò parlare Massimo Carminati». L’ annuncio dato dall’ avvocato Giosué Bruno Naso difensore dell’ ex terrorista dei Nar, capo di quel “mondo di mezzo” che ha messo le mani su Roma, piomba come un macigno sul maxi-processo “Mafia Capitale”. Sembra quasi una minaccia che incomberà sulle 136 udienze già fissate fino al prossimo luglio. Soprattutto sugli altri 45 imputati: politici, imprenditori, amministratori pubblici molti dei quali accusati anche di associazione a delinquere di stampo mafioso. Mentre Salvatore Buzzi, in alcune lettere al giornalista di La7 Corrado Formigli accusa: «Colpire la cooperativa 29 Giugno per colpire Bersani». Ieri, sul processo che punta a svelare i misteri della politica romana degli ultimi anni è calato un primo colpo di scena: la richiesta di rinvio a giudizio dei pm di Roma per l’ ex sindaco Gianni Alemanno accusato di corruzione e illecito finanziamento. Gli viene contestata una tangente di 125mila euro ricevuta da Buzzi, ras delle cooperative sociali, in accordo con il “nero” Carminati, uomo legato anche alla Banda della Magliana. L’ 11 dicembre prossimo si saprà se sarà processato. Ma Roma ieri si è svegliata con gli occhi del mondo addosso. «Con il processo Mafia Capitale, Roma si gioca la reputazione» ha scritto “Le Monde”. E la cittadella della giustizia è stata assediata da giornalisti, avvocati, dipendenti coop licenziati, esponenti del M5S, romani venuti «per vederli in faccia questi», con loro perfino il cantante Povia. Un cumulo di carte processuali che gli impiegati hanno dovuto trascinare nell’ aula Occorsio, con un macchinario. Decine le richieste di costituzione di parte civile: dal Comune di Roma, al Viminale, alla Regione Lazio. Da Legambiente alle associazioni antimafia, al Codacons. Una lista lunghissima a cui ieri sera si è aggiunto un rifugiato politico pachistano di 23 anni e 37 nomadi di un campo di Castel Romano, uno di quelli finiti nell’ inchiesta. Tutti schierati dalla parte del procuratore capo Giuseppe Pignatone che ha disegnato insieme ai pm Ielo, Tescaroli e Cascini, la mappa dell’ organizzazione. Fino alla grande retata del 2 dicembre 2014. E per la procura non ci sono dubbi: si tratta di mafia, nei metodi e nell’ organizzazione. Un teorema che i difensori degli imputati accusati del 416bis hanno intenzione di scardinare. Ieri hanno mostrato chiaramente quale sia l’ obiettivo primario di questa maratona giudiziaria: dimostrare che si tratta «solo» di corruzione, niente mafia. Così per l’ avvocato Alessandro Didi difensore di Salvatore Buzzi, responsabile della coop “29 Giugno”, che i pm considerano capo dell’ associazione mafiosa con Carminati: «A Roma la mafia non esiste. C’ è un cattivo, cattivissimo costume, ma non la mafia. Per il mio assistito sono pronto a chiedere il patteggiamento». E se per Luca Ovedaine, ex membro del tavolo nazionale sull’ immigrazione ai domiciliari e ieri in aula «a Roma non c’ è alcun sistema mafioso che gestisce la città», l’ avvocato di Carminati ha definito “Mafia Capitale” «un processetto montato da una campagna mediatico-giudiziaria con una regia precisa». Arrivando ad azzardare per “er Cecato” «l’ assoluzione». Di fronte a loro, la presidente della decima sezione Rosanna Iannello che ha respinto le richieste dei legali di Buzzi e Carminati di poter assistere al dibattimento in aula. Niente da fare. Per ragioni di sicurezza, resteranno in collegamento dal carcere di Tolmezzo, il primo e dall’ istituto a Parma, il secondo. E ieri i due imputati sono comparsi in videoconferenza insieme a Riccardo Burgia ex Nar e secondo l’ accusa organizzatore materiale dell’ associazione mafiosa. Un paio di video li mostravano immobili negli spazi messi a disposizione dai rispettivi istituti di pena. Ma l’ inchiesta “Mafia Capitale”non è solo Buzzi e Carminati che facevano incontrare il “mondo di sopra” (i politici, gli impreditori, i funzionari pubblici) con il “mondo di sotto” (la criminalità). Ci sono i politici come l’ ex capogruppo Pdl in consiglio regionale , Luca Gramazio detenuto a Rebibbia; Giordano Tredicine, ex Ama; Mirko Coratti ex presidente dell’ assemblea capitolina. Tutti saranno alla prossima udienza il 10 novembre nell’ aula bunker di Rebibbia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox