19 Novembre 2015

‘Mafia Capitale’, parti civile escluse dal processo: ricorso della Codacons

‘Mafia Capitale’, parti civile escluse dal processo: ricorso della Codacons

ROMA – “Una decisione abnorme e sconcertante quella del tribunale di Roma che ha escluso i cittadini quali parti danneggiate dagli imbrogli e dagli appalti truccati di ‘Mafia capitale’, che sarà impugnata in Corte di Cassazione”. Lo annuncia il Codacons in una nota, dopo l’ udienza di martedì nella quale il collegio presieduto da Rosanna Ian niello ha respinto i due terzi delle oltre sessanta istanze di costituzione a parte civile nel processo al mondo di mezzo. “Per il giudice – si legge nel comunicato – le spiagge sporche, la spazzatura non raccolta e le buche stradali non hanno costituito un danno diretto e immediato per chi, come gli utenti romani, paga tasse sui rifiuti e su tutti i servizi a prezzi gonfiati a causa del sovrapprezzo prodotto dalla corruzione”. L’ abnormità della decisione di martedì che ha stravolto la Costituzione – sottolinea il Codacons che promuove va, tra le altre, l’ istanza (rigettata) di costituzione a parte civile di alcuni esponenti del Movimento 5 stelle – sta nel fatto che il tribunale non ha consentito di discutere le affermazioni scorrette e molte volte del tutto errate fatte dai difensori degli imputati”. “Per tale motivo il Codacons impugnerà l’ ordinanza di esclusione delle parti civili davanti alla Corte di Cassazione per violazione dell’ articolo 111 della Costituzione prosegue la nota – che prevede che il processo debba essere svolto in contraddittorio tra le parti, laddove il tribunale non ha consentito alcuna discussione sulle eccezioni dei legali degli imputati, travisando il codice ed erroneamente qualificando come ‘repliche’ le richieste di discussione delle eccezioni, come normalmente avviene invece in tutti i tribunali italiani”.
 

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