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17 Novembre 2015

Mafia Capitale, la difesa di Carminati: “Le intercettazioni di Buzzi? Solo il trailer del processo”

Mafia Capitale, la difesa di Carminati: “Le intercettazioni di Buzzi? Solo il trailer del processo”

La Decima Corte Penale di Roma presieduta dal giudice Rosanna Ianniello si insedia nell’Aula Bunker di Rebibbia per la seconda udienza del processo per Mafia Capitale; dietro le sbarre del bunker, fra gli imputati, importanti esponenti politici: Massimo Carminati, Salvatore Buzzi e Riccardo Brugia, i tre pilastri dell’organizzazione criminale, in videoconferenza dalle carceri dove sono trattenuti in custodia cautelare. Avvocati, giornalisti e un imponente dispositivo di sicurezza popolano l’aula.

Ore 16.40 – La discussione sull’ammissibilità delle parti civili inizia lievemente ad accelerare, dal momento – d’altronde – che molte delle argomentazioni sono state esposte da precedenti controdeduzioni. Luca Odevaine chiede l’esclusione di tutte le parti civili tranne la presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ore 16.20 – Le difese contestano le costituzioni di parte civile dei cittadini, molti di essi sono consiglieri o parlamentari del Movimento Cinque Stelle (Roberta Lombardi e Marcello de Vito); vengono citate sentenze a supporto che ammettono, sì, i cittadini a costituirsi parte civile, ma solo se l’ente territoriale di riferimento abbia mancato di legittimarsi. E in questo processo, Roma Capitale e Regione Lazio sono entrambe intervenute come parte civile.

Ore 15.46 – L’avvocato di Carlo Maria Guarany contesta radicalmente la costituzione di parte civile del Partito Democratico: “E’ stato il ministro Marianna Madia a definire la presenza all’interno del Pd di quelle che furono definite “vere e proprie associazioni a delinquere”; sono state queste dinamiche, semmai, a gettare disdoro sui fini politici del Partito Democratico”. L’avvocato di Guarany ha spiegato alle agenzie in una pausa del processo: “Carlo Maria Guarany ha perso 27 chilogrammi. Le sue condizioni di salute sono precarie. Il suo stato psichico è al limite? Certamente”; il suo assistito è accusato di far parte del sistema di Mafia Capitale quale “spicciafaccende” di Salvatore Buzzi.

Ore 15.40 – Molte difese, e ben più importante la procura, hanno messo in discussione la legittimazione a costituirsi come parti civili di singoli cittadini, molti di essi esponenti del Movimento Cinque Stelle o suoi consiglieri municipali; stesso destino per i consiglieri comunali quali Riccardo Magi o Marcello de Vito, visto che- afferma la procura – per la città si sarebbe più validamente costituita Roma Capitale.

Ore 15.25 – La difesa di Giovanni Fiscon, ex amministratore delegato di Ama, ha chiesto che vengano escluse dall’ammissibilità, nei confronti del suo assistito, tutte le parti civili diverse da Ama: “Chiediamo che la procura faccia un approfondimento sulla reale esistenza di molte associazioni che si sono costituite in dibattimento, perché temiamo che si siano costituite apposta per partecipare a questo processo”.

Ore 15.00 – Il processo è ripreso dopo un’ora di sospensione. Poche le sorprese questa mattina in udienza; si registrano le richieste da parte dei pubblici ministeri che hanno chiesto che il Comune di Roma non fosse ammesso alla qualifica di responsabile civile, ovvero la parte che, se gli imputati vengono condannati, è chiamata a risarcire le parti civili insieme agli imputati, e la contestazione dell’avvocato Ippolita Naso, del collegio di difesa di Massimo Carminati, che ha definito la costituzione delle parti civili diverse da quelle istituzionali “pretestuose e inverosimili”. La difesa di Salvatore Buzzi, nel richiedere che la costituzione di parte civile delle associazioni antimafia venissero rigettate, ha espresso considerazioni nel merito delle imputazioni: “L’associazione per delinquere di stampo mafioso non può essere considerata come una società in cui si dividono gli utili, qui ognuno risponde per conto suo”

Ore 12.40 – Ora parla la difesa di Salvatore Buzzi, che aderisce, sostanzialmente, come tutti gli altri avvocati, alle considerazioni dei precedenti legali.

Ore 12.20 – Gli altri imputati si stanno, sostanzialmente, accodando alle contestazioni della difesa di Carminati.

Ore 12.08 – Ippolita Naso conclude le sue contestazioni alle parti civili.

Ore 12.04 – La difesa di Massimo Carminati contesta il danno di immagine al Partito Democratico: “Tendo ad escludere che Carminati sia stato mai iscritto al Pd; se ci sono danni di immagine li chiedesse ai soggetti che lo rappresentavano, non capiamo cosa voglia il Pd da Massimo Carminati”.

Ore 11.58 – L’avvocato Ippolita Naso continua e va verso la conclusione delle sue contestazioni alle parti civili, contestando la legittimazione dei migranti e delle associazioni relative: “Questa è la conseguenza immediata e diretta della diffusione di quella maledetta intercettazione, trasmessa in originale in televisione senza che i difensori la abbiano; quella in cui Buzzi dice: ‘Sai quanto ce guadagno io coi migranti? Più della droga’. Un’intercettazione che così presa non ha alcuna rilevanza penale, è stato il trailer di questo processo che infatti ha richiamato qui in aula tutti questi soggetti”.

Ore 11.35 – Contestata la legittimazione del Codacons: “Nel suo statuto il Codacons spiega di rappresentare praticamente l’intero scibile umano, dalla tutela degli animali a quella dei mercati mobiliari e immobiliari; così il Codacons potrebbe costituirsi in ogni tribunale italiano, in ogni processo penale, sempre e in ogni luogo. Uno statuto generico che ci consente di sottolineare come manchi qualsiasi interesse alla costituzione di parte civile”.

Ore 11.30 – Parla la difesa di Massimo Carminati: “Non contestiamo la costituzione di parte civile di Roma Capitale e Regione Lazio, tutte le altre ci sembrano pretestuose. Rischia di diventare “un carrozzone” che non possiamo gestire”. L’avvocato Ippolita Naso, figlia di Giosué Bruno Naso, va per punti: “Legambiente non ha alcun interesse a costituirsi parte civile, visto che i Pm non hanno contestato alcun reato cosiddetto ambientale o danni avente ad oggetto la tutela dell’ambiente”.

Ore 11.21 – Molti avvocati insistono contro la costituzione di parte civile del Partito Democratico e in generale per la costituzione delle parti civili più “politiche”, come le associazioni antimafia per gli imputati che non sono processati per il 416-bis.

Ore 11.10 – L’ammissibilità delle parti civili è importante perché le parti che saranno ammesse alla costituzione dovranno essere risarcite dagli imputati, se condannati.

Ore 11.00 – Lunghissimo intervento del difensore di Scozzafava, che ha chiesto di parlare per primo contestando l’ammissibilità della costituzione delle parti civili, fra le quali quelladel Partito Democratico: “Il diritto di risarcimento al massimo deve essere esercitato nei confronti degli iscritti del Pd, e il mio cliente chiaramente non lo è”, ha detto il legale. “Si rispecchiano nella costituzione di parte dei valori politici e sociali che non sono quelli generici delle altre associazioni”, continua l’avvocato.

Ore 10.34 – Le parti ora contestano l’ammissibilità delle parti civili, parla il Pubblico Ministero.

Ore 10.00 – Alle ore 9.30 circa è iniziato il lunghissimo appello delle parti private: imputati e avvocati, o eventuali sostituti processuali, rispondono alle domande del giudice Rosanna Ianniello. Poi, l’appello delle parti civili costituite e delle costituzioni tardive: il giudice dovrà poi deliberare sull’ammissibilità di queste costituzioni. Spicca in aula la presenza di 20 rom provenienti dal campo nomadi di Castel Romano che si costituiscono parte civile nei confronti di Salvatore Buzzi e Massimo Carminati.

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