17 Novembre 2015

Mafia Capitale, il processo a Rebibbia: bagarre in Aula. La procura: “Comune non può essere responsabile civile”

Mafia Capitale, il processo a Rebibbia: bagarre in Aula. La procura: “Comune non può essere responsabile civile”

Atteso
il pronunciamento sulla costituzione di 50 parti civili. Carminati e
Buzzi seguono l’udienza in videoconferenza. Il legale dell’ex Nar: “No a
processo carrozzone dove tutti vogliono salire”

Mafia Capitale, il processo a Rebibbia: bagarre in Aula. La procura: “Comune non può essere responsabile civile”
Le carte del processo. Da palazzo di Giustizia il processo si sposta a Rebibbia
Da piazzale Clodio a Rebibbia. Riparte da un’aula bunker gremita il maxi processo a ‘Mafia Capitale’, che ha preso il via giovedì 5 novembre nell’aula Vittorio Occorsio del Tribunale di Roma. Questa mattina davanti alla decima sezione penale del Tribunale presieduta da Rosanna Ianniello ci sono tutti gli imputati ad eccezione di Massimo Carminati, del ‘ras’ delle cooperative Salvatore Buzzi e dell’ex Nar Roberto Brugia che sono collegati in videoconferenza. Un provvedimento preso per motivi di sicurezza: Carminati, il presunto capo dell’organizzazione, resta nel carcere di Parma dove è detenuto al regime del 41bis, Buzzi in quello di Tolmezzo, Brugia a Terni e Fabrizio Franco Testa a Secondigliano.

In aula nel pomeriggio si è scatenata però la bagarre dopo gli interventi degli avvocati difensori chiamati a discutere sulle istanze di parte civile. I legali che avevano presentato la richieste di costituirsi parte lesa hanno chiesto la parola ma il presidente della X sezione Rosanna Ianniello l’ha negata perché “il codice non prevede repliche”. “Non si tratta di repliche” hanno detto i legali dell’Avvocatura dello Stato e del M5s. I toni si sono alzati e dopo circa 20 minuti di discussione il tribunale è andato in camera di consiglio.

La seconda udienza del maxi processo che ha messo in ginocchio Roma vedeva infatti come protagoniste le parti civili. Nella prima udienza, durata quasi nove ore, erano state oltre cinquanta le richieste di costituirsi come tali al processo. La lunga e disparata lista conta, tra gli altri, il Comune di Roma, la Regione Lazio, Ama, diversi esponenti politici, tra cui Riccardo Magi e i due grillini Roberta Lombardi e Marcello De Vito, 37 nomadi di Castel romano (presenti in aula) e un rifugiato politico pachistano di 23 anni.

La Procura ha intanto espresso il suo parere negativo in relazione alla citazione come responsabile civile del Comune di Roma nel processo a Mafia Capitale. Prendendo la parola in aula il pm Paolo Ielo ha chiesto di rigettare una delle istanze presentate dal Codacons che chiedeva di individuare nell’amministrazione comunale uno dei responsabili civili. La Procura ha, inoltre, proposto alla corte anche la non ammissione come parte civile dei cittadini di Roma, quasi tutti esponenti del M5S, che hanno fatto richiesta. Secondo alcuni difensori l’ammissione dei ‘cittadini’ potrebbe rendere il collegio incompatibile e imporrebbe il trasferimento del processo a Perugia.

“Che questo sia un processo o processetto non dovrebbe essere scambiato per un carrozzone sul quale provare a salire – ha detto l’avvocato Ippolita Naso, difensore di Massimo Carminati, prendendo la parola al processo su Mafia Capitale in relazione alla costituzione di parti civili – Se in un procedimento penale si costituiscono parti civili e lamentano danni in giudizio da Confindustria a un gruppo di signori rom c’è qualche cosa che non va o quanto meno stona”. La prima e affollatissima udienza, quella del 5 novembre, aveva visto subito le prime schermaglie tra accusa e difesa. L’avvocato di Carminati, Giosuè Naso, nel suo intervento aveva definito Mafia Capitale un “processetto”. Dura era stata la replica del pm Giuseppe Cascini: “Tutti i processi sono seri e tutti gli imputati vanno rispettati”.

Ora il penalista, che difende anche il braccio destro dell’ex Nar, Riccardo Brugia e il manager Fabrizio Franco Testa, parlando delle oltre 50 istanze presentate ai giudici della X sezione ha affermato che “le 54 parti civili paralizzerebbero il processo” dicendosi però d’accordo sull’ammissione del Comune, Regione e Ama. L’avvocato Ippolita Naso, legale dell’ex Nar, ha incalzato: “Credo che se il Pd lamenta danni di immagine dovrebbe chiederli a chi ha effettivamente danneggiato il partito e a chi lo rappresentava: tenderei ad escludere che Carminati sia mai stato iscritto al Pd”, ha detto in un passaggio del suo intervento. Parlando delle altre istanze presentate, l’avvocato ha detto che “le varie associazioni antimafia e antiracket non sono legittimate a costituirsi parte civile perché non c’entrano nulla con questa vicenda, essendo sorte in aree e realtà criminali ben diverse dalla nostra”.

Il legale nel suo intervento ha anche citato l’intercettazione “trasmessa da tutte le tv” in cui Buzzi parla dei soldi fatti più con gli immigrati che con la droga” definendola “la maledetta intercettazione”. “Un trailer cinematografico – ha sottolineato il legale – che ha preparato questo processo”. L’esclusione della richiesta di costituzione di parte civile della Regione Lazio nell’ambito del processo di Mafia Capitale è stata chiesta dall’avvocato Pier Gerardo Santoro, legale di Salvatore Buzzi, al presidente della X sezione penale, Rosanna Ianniello. Che ha chiesto anche le esclusioni delle associazioni anti usura, antimafia, di quelle che tutelano i consumatori e del Pd, e sottolineato che “non si contesta alle coop di Buzzi la qualità del servizio reso, che è indiscutibile, quanto una presunta attività corruttiva. Quindi le richieste di costituzione di parte civile di quelle associazioni che hanno tra i loro scopi la garanzia di un’accoglienza adeguata non hanno ragione d’essere”.

L’avvocato Cataldo Intrieri, durante una pausa del processo ‘Mafia Capitale’, in riferimento al suo assistito Carlo Maria Guarany che da quasi un anno è in carcere, accusato “di essere lo ‘spicciafaccende’ di Salvatore Buzzi, ha detto: “Ha perso 27 chilogrammi. Le sue condizioni di salute sono precarie. Il suo stato psichico anche”.

Questa mattina l’udienza è iniziata con un po’ di ritardo a causa di lunghe file per l’accesso tra avvocati, giornalisti e pubblico. Oltre settanta le testate accreditate e circa ottanta gli accrediti per operatori televisivi e fotografi. Oggi in aula c’è anche l’ex amministratore delegato di Ama e fedelissimo dell’ex primo cittadino Gianni Alemanno, Franco Panzironi, accusato di aver ricevuto da Buzzi denaro in contante. Presente poi l’ex capogruppo Pdl alla Regione Lazio Luca Gramazio, considerato parte dell’associazione per delinquere di stampo mafioso e considerato dai pm legame chiave
di Buzzi e Carminati all’interno delle istituzioni. Tra gli imputati presenti in aula accanto ai loro legali vi sono gli ex consiglieri comunale Pierpaolo Pedetti, Giordano Tredicine, l’ex dirigente Eur spa Carlo Pucci, l’ex dirigente dell’ufficio giardini di Roma Capitale Claudio Turella, l’ex Ad Ama Giovanni Fiscon. Assente, invece, il componente del tavolo di coordinamento nazionale sull’accoglienza per i richiedenti asilo Luca Odevaine.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox