Mafia Capitale, «Con Alemanno un salto di qualità»
ROMA Gli affari per il clan mafioso guidato da Massimo Carminati, coinvolto nell’ inchiesta su Mafia Capitale, ebbero un «salto di qualità» in concomitanza dell’ elezione a sindaco di Roma di Gianni Alemanno. Un gruppo criminale che già da tempo operava grazie a una «fama» acquisita negli anni e che veniva utilizzata come strumento di potere intimidatorio. È questo il quadro che i giudici del Riesame di Roma hanno delineato per Mafia Capitale nelle motivazioni alla decisione di respingere le istanze di scarcerazione presentate da un gruppo di indagati tra cui lo stesso Carminati. C’ è quindi un anno, quello del 2008, in cui il clan riesce ad «espandere» le sue attività criminali nei settori economici della Capitale e della pubblica amministrazione. Di fatto, sostengono i giudici, l’ organizzazione allungava i suoi tentacoli nell’ amministrazione capitolina grazie anche all’ apporto di una serie di imprenditori al soldo del clan e legati in modo totale a Carminati. VIGILI «ASSENTEISTI». Sul caso dei moltissimi vigili «malati» la notte di San Silvestro a Roma, invece, indagherà la Procura: il fascicolo di inchiesta, aperto ieri sulla base di un esposto del Codacons, al momento è senza ipotesi di reato e indagati. Da parte sua il comando dei vigili romani Raffaele Clemente ha già avviato un’ indagine interna a cui collaborano anche gli ispettori del ministero della Pubblica Amministrazione. Intanto ieri, con gli sportelli anagrafici aperti nel pomeriggio, è partito il primo step della rivoluzione innestata nella Capitale dal nuovo contratto decentrato.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
-
Tags: Capodanno, roma, vigili urbani
