30 Marzo 2019

Maestra arrestata, «accuse ingiuste»

varzi, l’ avvocato difensore: la donna si sentì molto abbattuta
di NICOLETTA PISANU – VARZI – «SI SENTE molto abbattuta, lei è certa di non aver fatto quello di cui è accusata». L’ avvocato difensore Maria Rosa Carisano assiste Monica Figheti, cinquant’ anni, la maestra e titolare dell’ asilo nido Zuccherino di Varzi accusata di violenze fisiche e psicologiche sui bambini che frequentano la struttura. I piccoli hanno da uno a tre anni. Figheti è stata arrestata con l’ accusa di maltrattamenti, in base all’ articolo 572 del codice penale. Al momento si trova ai domiciliari, in attesa di essere sentita dal magistrato. Oltre a lei sono finite nei guai due collaboratrici, denunciate a piede libero, accusate di connivenza per aver saputo e non aver detto nulla. La notizia dell’ arresto della maestra, molto conosciuta in paese anche per la sua partecipazione alla vita associativa e pubblica, giovedì si è sparsa rapidamente. I GENITORI della maggior parte dei bambini a metà mattina sono andati a prenderli, ieri l’ asilo era chiuso: «In mia figlia non ho notato cambiamenti – ha raccontato un papà che chiede l’ anonimato, genitore di una bimba -. Magari si comportava diversamente a seconda dei bambini, se la prendeva con qualcuno in particolare. Miei amici mi hanno detto che a volte faticavano a far entrare in classe i figli perché si disperavano, ma a me non è mai successo e poi a quell’ età potevano non voler andare all’ asilo per tanti motivi. Tra genitori ci siamo sentiti. Finché non vediamo i filmati non possiamo parlare». E aggiunge: «Mia figlia era sempre contenta di vedere la maestra, le correva incontro». Ieri l’ asilo era chiuso e anche oggi lo resterà. Il sindaco Gianfranco Alberti ha spiegato che ora si valuterà come procedere. L’ asilo nido è privato, ma i locali in cui è ospitato sono di proprietà del Comune: «Vedremo se eventualmente fare un nuovo bando, come procedere, il servizio va garantito perché a Varzi è l’ unico asilo nido. Non c’ erano state avvisaglie di quanto successo, non ce l’ aspettavamo». INTANTO, sui social numerosi utenti hanno scritto insulti e minacce di morte alla maestra: «Ti legherei sulla sedia e frusterei per ore», «Ti strappo la lingua», «persone così devono morire immediatamente» sono alcuni dei commenti. «Si tratta di un malcostume italiano, quello di processare la gente su internet prima di qualsiasi accertamento giudiziario – ha commentato l’ avvocato Carisano -. Il fenomeno è dilagante». Anche il Codacons è intervenuto sulla vicenda: «I casi di violenza si moltiplicano e sono portate alla luce solo grazie alle telecamere nascoste piazzate dalle Forze dell’ Ordine; è indispensabile procedere all’ approvazione della legge che impone di installare in asili e scuole telecamere di videosorveglianza. L’ iter parlamentare è ancora in corso, ma la soluzione del problema passa dall’ installazione di videocamere in funzione, anche preventiva, di eventuali abusi in danno di soggetti indifesi». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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