30 Gennaio 2002

Macomer, Italia Nostra e Codacons

Macomer, Italia Nostra e Codacons

“Un errore politico
la colata di cemento
nel giardino Salmon“

MACOMER. Per un «errore di natura politica» si è consentito di riempire il giardino Salmon di cemento armato, per costruirvi la biblioteca comunale e un centro convegni, e privare così la comunità macomerese della possibilità di fruire per intero l`unica oasi decente di verde al centro cittadino. La sezione di Sassari di Italia nostra e il Codacons Sardegna riaprono, a distanza di 20 anni, le polemiche sull`utilizzo del «Giardino Salmon». E, in una nota, ripercorrono anche le iniziative, numerose, che assunsero molti strati della cittadinanza per impedire, senza riuscirvi, quello che allora fu definito «uno scempio ambientale». L`occasione per ritornare sull`argomento ad Italia nostra e al Codacons l`ha offerta la notizia secondo cui l`amministrazione comunale, pare anche a a causa di un errore tecnico commesso in sede di istruttoria della pratica, sarebbe stata condannata a pagare due miliardi di lire per l`esproprio del terreno in questione. «L`amministrazione presieduta dal sindaco Salvatore Castagna – si legge nel documento di Italia nostra e del Codacons – decise di edificare all`interno del Giardino Salmon l`attuale biblioteca comunale. Il progetto fu fortemente contrastato dai partiti dell`opposione, da diverse associazioni ambientaliste e da un gran numero di macomeresi che manifestarono con quasi tremila firme esprimendosi a favore della tutela dell`area a verde pubblico.
Il giardino Salmon si trova al centro di corso Umberto. La maggioranza comunale che decise il suo esproprio per destinarlo a un`opera pubblica che indubbiamente mancava al capoluogo del Marghine era a conduzione democristiana. Italia nostra e il Codacons, a quanto è dato di capire, non discutono sull` utilità dell`opera e, comunque, non intendono mancare di rispetto verso il defunto sindaco Salvatore Castagna, ma desiderano far notare che «il vero errore – si legge ancora nella nota – fu allora di natura politica in quanto a loro avviso – prevalse la logica dello schieramento di parte e non quello di salvaguardia e valorizzazione di un patrimonio arboreo, storico e sociale che era di tutta la città».

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