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30 Aprile 2019

Macchinisti ubriachi «Sono da cacciare»

Il ministro Toninelli sul convoglio di domenica mai partito da Brescia, a causa delle condizioni dei conducenti: «Bene la sospensione, chi ha condotte irresponsabili sul lavoro non merita indulgenza» Sono stati sospesi perché ubriachi i due macchinisti del treno 9.604 di Trenitalia, in partenza domenica scorsa alle 5,17 da Brescia per Napoli. Uno dei due, dai primi riscontri, aveva nel sangue una presenza di alcol pari a 1,95, quasi quattro volte oltre il limite di legge. Una condizione che, domenica scorsa, ha portato Trenitalia – che ha parlato di un episodio «mai registrato in precedenza » – a cancellare il treno e a trasferire i passeggeri su un altro convoglio. Il provvedimento di sospensione rimarrà in vigore fino a quando l’ azienda non avrà completato le verifiche per accertare violazioni, riservandosi «di adottare tutti i provvedimenti del caso». I lavoratori rischiano il licenziamento. Delle norme contrattuali ha parlato Silvia Spera, segretario generale della Cgil di Brescia, che ha invitato a «non creare clamore sulla vicenda». Ma «i due lavoratori – ha sottolineato – hanno compiuto un errore grave a non garantire il servizio cui erano chiamati, creando una situazione di disagio ai passeggeri». All’ attacco anche il Codacons che ha presentato un esposto alla Procura di Brescia «per attentato all’ incolumità pubblica». Nel comunicato l’ associazione ha evidenziato il «gravissimo rischio per i passeggeri, prima trasferiti alla stazione di Milano Centrale e poi dirottati su un altro Frecciarossa per rag- giungere la meta. Si tratta di un episodio inaccettabile. Si pensi a cosa sarebbe potuto succedere se il treno fosse partito senza che i conducenti fossero stati in grado di rispettare velocità e segnali. È giusto che le autorità intervengano ». Un «fatto gravissimo» ha commentato Deborah Bergamini, deputata e responsabile Trasporti, di Forza Italia: «Presenterò un’ interrogazione al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, affinché disponga le operazioni per garantire la tutela dei cittadini». La risposta del ministro non si è fatta attendere: «Bene la sospensione di Trenitalia dei due macchinisti» che «non erano in condizioni psicofisiche per farlo. Chi mantiene condotte irresponsabili sul lavoro – ha dichiarato – non merita indulgenza e deve essere cacciato». L’ altra mattina i due macchinisti, come emerso, erano talmente ubriachi che uno non si è nemmeno presentato in stazione, ma ha chiamato un’ ambulanza ed è stato portato in ospedale, mentre l’ altro, appena salito in cabina, è stato ‘scoperto’ dal capotreno. Come raccontato da uno dei due lavoratori alla Polfer, la sera prima sono usciti a cena e hanno bevuto. Avevano appuntamento in albergo alle 4 di domenica mattina per raggiungere la stazione insieme, ma il più giovane dei due, poco più di 20 anni e due di anzianità aziendale, non si è presentato. L’ altro, 35enne, è andato comunque in stazione e ha acceso il treno, senza tuttavia aprire le porte. RIPRODUZIONE RISERVATA.
carlo guerrini

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