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30 Aprile 2019

Macchinisti del treno indagati dopo la sbornia

il caso aperta un’ inchiesta per interruzione di pubblico servizio esposto del codacons
Interruzione di pubblico servizio. Di questo reato devono rispondere i due macchinisti che domenica avrebbero dovuto guidare il Frecciarossa 9604 Brescia -Napoli delle 5.17. Mai partito però dalla stazione cittadina per le condizioni dei due ferrovieri dipendenti di Trenitalia, risultati ubriachi con valori anche quattro volte oltre i limiti. L’ inchiesta. Il più giovane, 20enne di Milano, non si era nemmeno presentato in stazione perché finito in ospedale in ambulanza dopo aver alzato il gomito la sera prima in un ristorante della città. Al mattino ha alzato bandiera bianca. Il secondo, 35enne di Roma che aveva un valore di alcol nel sangue pari a 1,95 microgram mi per litro quando il limite è 0,50, ha invece provato a salire sul treno, ma il capotreno si è accorto che non era in condizione di mettersi ai comandi e ha evitato un possibile incidente. L’ intervento è stato rapido. Nessuno dei 67 passeggeri che avevano acquistato il biglietto infatti è stato fatto salire sul Frecciarossa, con la corsa del mattino soppressa e l’ attivazione di un pullman che ha portato i viaggiatori a Milano dove hanno poi preso il primo treno per la Campania. I due macchinisti coinvolti, che hanno dormito la notte tra sabato e domenica in un albergo in centro città, saranno iscritti nel prossime ore nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Erica Battaglia, magistrato di turno nella giornata di domenica, che ha ricevuto dalla Polizia ferroviaria gli atti relativi a quanto accaduto. Codacons. In attesa di capire quale sarà il futuro professionale dei macchinisti, con Trenitalia che ha annunciato provvedimenti seri primo tra tutti l’ im mediata sospensione dell’ attività, sulla questione è intervenuto il Codacons. L’ associazione dei consumatori ha definito il caso del Brescia -Napoli mai partito per ubriachezza dei macchinisti «un episodio inaccettabile che ha messo a repentaglio la sicurezza dei passeggeri e dell’ intera comunità». Il riferimento è all’ ipotesi di un viaggio con alla guida un uomo sotto l’ effetto dell’ alcol.« Si pensi- scrive il Codacons -a cosa sarebbe potuto succedere se il treno fosse partito senza che i conducenti fossero stati in grado di rispettare velocità e segnali». Nell’ esposto presentato alla Procura di Brescia, attraverso il quale è stata chiesta l’ apertura di un’ inchiesta per attentato all’ incolumità pubblica, il Codacons scrive: «Mettere a repentaglio la sicurezza delle persone è un fatto che non può passare inosservato. Non è possibile- sottolinea l’ associazione- giocare con la sicurezza dei trasportati e, più in generale, dei cittadini. Si è sfiorato il disastro ferroviario ed è giusto che le autorità intervengano per appurare eventuali responsabilità». //

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