9 Dicembre 2004

Macchinisti del metrò, nuovo esposto

Macchinisti del metrò, nuovo esposto

La società denuncia: dopo le malattie di ottobre c?è stato un picco di assenze a novembre

Da qualche tempo non è facile la vita della metropolitana di Roma. Guasti alle vetture, interruzioni di energia elettrica, assenza di personale, rendono più complicato il servizio. E intanto si allungano i tempi della Procura che indaga sulle malattie a catena che nell?ottobre scorso hanno colpito i macchinisti della linea A, con conseguente riduzione di almeno un terzo della capacità di trasporto della metro.
Un nuovo esposto della società Met.Ro è giunto all?esame del pm Gianfederica Dito, titolare dell?inchiesta ancora a carico di ignoti, in relazione ad un altro picco di assenze dei macchinisti che si sarebbe registrato in alcuni giorni di novembre, nel periodo in cui era in corso una trattativa sindacale per il rinnovo di alcuni accordi paralleli al contratto di lavoro.
Il magistrato, che aveva già dato incarico alla polizia giudiziaria di acquisire tutta la documentazione medica di chi, a ottobre, ha giustificato l?assenza per motivi di salute, oltre ai fogli presenza dell?intero personale, ha così dovuto ordinare analoghi accertamenti anche con riferimento all?ultima ondata di assenze.
Il rapporto sarà utile per individuare l?eventuale ipotesi di reato da formulare a carico dei macchinisti (si va dall?interruzione di pubblico servizio al falso). Tra gli accertamenti ordinati dal pm Dito figura anche quello finalizzato a verificare se i certificati di malattia presentati dai macchinisti portino o meno la firma dello stesso medico curante.
E intanto l?ultimo inconveniente, che ha colpito il trasporto sottoterra, ovvero il blocco di un treno all?interno di una galleria, in prossimità della stazione Repubblica, avvenuto lo scorso 7 dicembre, ha scatenato le reazioni del Capocenso. L?associazione di tutela dei consumatori ha invitato i passeggeri della metro A, costretti a scendere dalle carrozze e a raggiungere a piedi in galleria la fermata più vicina, a chiedere i danni e a rivolgersi al giudice di pace. Secondo il Codacons i risarcimenti sarebbero non solo materiali, ma anche quelli da paura derivanti da stress e panico per essere rimasti bloccati al buio sotto un galleria.

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