19 Aprile 2020

Ma Upipa getta acqua sul fuoco

«La strada della polemica è controproducente». Getta acqua sul fuoco Francesca Parolari, presidente dell’ Unione provinciale delle istituzioni per l’ assistenza, che non ha gradito lo scambio epistolare tra il presidente della Apsp Città di Riva, Lucio Matteotti, e l’ assessora alla salute Stefania Segnana proprio nel bel mezzo di un’ emergenza che vede le case di riposo drammaticamente in prima linea. Presidente, pare che l’ assessora abbia voluto sottolineare le vostre responsabilità nella gestione dell’ emergenza. Quello che non vogliamo fare è essere il capro espiatorio perché siamo l’ anello debole della catena. Questo è il periodo del fare e del trovare il modo di uscire da questa emergenza. Noi come Upipa quando abbiamo dovuto prendere posizioni forti nei confronti della Provincia lo abbiamo fatto come tutti ricordano, soprattutto all’ inizio sul fatto delle chiusure agli esterni. Abbiamo la serenità di poter dire che ci siamo mossi subito facendo quello che dovevamo. Ora cerchiamo di collaborare con Provincia e Azienda sanitaria proprio per cercare di uscire da questa situazione, pur con le difficoltà che ci sono e i confronti accesi che ci sono, per il fatto che abbiamo interessi diversi. In che senso? Noi cerchiamo di ottenere tutto il possibile per le nostre Apsp, dall’ altra parte devono tenere conto anche di altre priorità ed è indubbio che anche nella quotidianità ci siano momenti di frizione e confronto acceso, ma io non voglio coltivare questo clima di tutti contro tutti perché alla fine ci perdiamo tutti, come ho detto anche al presidente Matteotti. L’ assessora ha voluto sottolineare che fino alla costituzione della task force le responsabilità di quanto successo sono solo delle Apsp. Guardi, io non voglio fare l’ avvocato dall’ assessore ma ci ho parlato e sono convinta che la sua risposta fosse indirizzata esclusivamente alla Azienda di Riva che da qualche tempo sul giornale, o col presidente o con i sanitari, continuava a esprimere molto malessere. Sicuramente noi come Upipa abbiamo fatto da tramite per diffondere presso le nostre associate le disposizioni di azienda sanitaria e Provincia. Abbiamo distribuito i dispositivi di protezione quando ci venivano dati, prevalentemente mascherine e da una settimana a questa parte anche i kit con camice, occhiali e guanti. Ovviamente distribuiamo quello che ci viene dato e quello che non abbiamo non possiamo darlo. In questo momento siamo tranquilli con le mascherine mentre i kit scarseggiano. E questo non è colpa vostra. No ma, ripeto, il messaggio che vorrei lanciare è: cerchiamo di costruire qualcosa tutti assieme senza fare lo scaricabarile, né gli uni né gli altri. Questa situazione la possiamo affrontare assieme, senza dietrologie e recriminazioni. Quello che è stato è stato ma così facciamo il gioco di chi vuole distruggerci, di chi vuole comunque individuare un responsabile. Già oggi c’ è un esposto del Codacons e fibrillazioni, ancora in piena fase di emergenza, figurarsi dopo. Se andiamo avanti senza farci la guerra ne usciremo in maniera meno dolorosa, altrimenti se ognuno va per la sua strada e difende se stesso si rischia il bagno di sangue. Io lì non ci voglio arrivare e dico: noi abbiamo un solo nemico, il virus. I conti li faremo alla fine e vedremo chi ha sbagliato, ma adesso teniamo le energie per uscirne perché la battaglia sarà lunga. Come sta andando la riorganizzazione, con l’ allestimento della struttura per malati a Volano? A parte il piccolo nucleo Covid di Nomi trasferito a Volano, con 16 persone, la funzione è accogliere malati da strutture finora indenni o che non possono gestire in sicurezza le situazioni che si presentano. Ma si sta manifestando anche la richiesta da parte di alcune Apsp contaminate di collaborare per alleggerire la loro posizione, avendo così modo di sanificare alcuni spazi. Sarà un supporto per chi è venuto a contatto col virus, per aiutare a ripartire, anche riaprendo gradualmente e con tutte le precauzioni del caso, dove possibile, agli ingressi e alle visite dei familiari. F.G.

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