14 Giugno 2004

“Ma è solo l?esordio“

Ma è solo l?esordio




ROMA – La scommessa era affascinante. Un partito dei consumatori anche in Italia, sulla scia fortunata di Ralph Nader, pioniere del «consumerismo» negli Usa. Ambizioso l?obiettivo, fissato tra il serio e il faceto dal leader, l?avvocato Carlo Rienzi: superare il 3%, «per poter chiedere le dimissioni del premier ed entrare nell?esecutivo». Ma per la «Lista consumatori», neo formazione politica, nata per gemmazione dal Codacons, la più presenzialista tra le associazioni dei consumatori, il primo confronto con le urne è un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto. Il successo pieno, il botto non c?è. «Ma qualcosa è iniziata. Finalmente i rospi sono stati liberati – commenta per una volta laconicamente Rienzi -. L`importante adesso è non farli più ingoiare ai consumatori italiani». E poi le percentuali «sono quelle di Segni, Scognamiglio e altre più note liste». Insomma il primo giudizio è «positivo». Del resto l?esordio come partito non è stato facile. Molto ha giovato la popolarità conquistata dal leader a forza di apparizioni in tv, come paladino dei consumatori. «Sì, ma da candidato le televisioni non mi hanno più ospitato – si lamenta l?avvocato -. E i soldi per la campagna elettorale erano pochi: abbiamo esposto solo 5 mila manifesti». La propaganda è stata ugualmente scoppiettante. Di certo originale, tutta giocata sull?ironia. Impossibile non notare i manifesti di Rienzi: nudo dalla cintola in su, incorniciato dalla scritta: «Abbassiamo i prezzi, non le mutande». O lo spot televisivo con lo stesso avvocato dietro le sbarre di San Vittore («protettore dei risparmiatori…») o in ospedale, nel reparto «n?euro», con il capo fasciato. Difficile ignorare le sue sortite, sempre in boxer, «ma con l?accappatoio» per evitare di essere arrestato, come successe alla prima uscita, davanti al Parlamento.
«Siamo andati a chiedere i voti nei mercati». Scelta prevedibile, visto che «Lista consumatori» ha puntato tutto sul malcontento degli italiani per l?impennata dei prezzi seguita all?introduzione dell?euro. «Non abbiamo avuto difficoltà a trovare le 150 mila firme necessarie alla presentazione della lista. E adesso se le considerassimo iscrizioni al Codacons, saremmo l?associazione più popolare d?Europa» si vanta Rienzi.
L?avventura dunque non finisce qui. «Abbiamo detto sin dall?inizio che vincere o meno le elezioni non avrebbe modificato la nostra principale attività di associazione. Che il successo alle urne sarebbe stato solo uno strumento in più». Adesso però arriva la parte più difficile: amministrare i voti, accrescerli, farli contare. E magari aspettare le prossime elezioni.


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