8 Gennaio 2022

Ma soffia il vento della ripresa

Aumenta  la  pressione  fiscale  ma  anche  i  consumi  delle  famiglie,  facendo  calare  di  conseguenza  la  propensione  al  risparmio.  In  decrescita  pure  il  deficit  della  pubblica  amministrazione.  Questo  cià  che  mostrano  i  dati  Istat  sul  terzo  trimestre  del  2021,  confermando  il  trend  di  ripresa  stimato  da  tutte  le  istituzioni  nazionali  e  mondiali.  Nello  specifico,  la  pressione  fiscale  è  al  41%,  +2%  rispetto  allo  stesso  periodo  del  2020,  i  consumi  sono  cresciuti  del  3,6%  mentre  il  reddito  disponibile  delle  famiglie  è  salito  dell’1,88%.  La  propensione  al  risparmio  cala  dell’1,66%  nel  trimestre,  attestandosi  all’11%.  Sul  fronte  Pa,  l’indebitamento  netto  in  rapporto  al  Pil  diminuisce  del  6,2%,  un  calo  del  9,8%  su  base  annua.  Secondo  il  ministro  per  la  Pa,  Renato  Brunetta,  “con  una  solida  e  duratura  crescita  economica  ci  guadagniamo  tutti:  famiglie,  imprese  e  anche  la  finanza  pubblica”.  Secondo  l’esponente  forzista,i  dati  mostrano  “un  deciso  miglioramento  di  alcune  delle  più  importanti  variabili  osservate”.  Brunetta  attribuisce  i  risultati  alle  “scelte  coraggiose  fatte  dal  governo  Draghi,  prese  sin  dal  suo  insediamento  lo  scorso  febbraio”,  che  avrebbero  consentito,”con  le  riaperture  delle  attività  economiche  e  sociali  in  sicurezza,  risultati  positivi  sia  macroeconomici,  sia  di  finanza  pubblica”.  Meno  ottimismo  dalle  associazioni  dei  consumatori.  Per  il  Codacons  i  dati  “sono  obsoleti  e  purtroppo  già  superati,e  dovranno  scontrarsi  con  un  quadro  economico  oggi  profondamente  modificato  rispetto  ai  primi  9  mesi  del  2021″.  Secondo  Carlo  Rienzi,  presidente  dell’associazione,”i  fortissimi  aumenti  delle  bollette  di  luce  e  gas  scattati  a  ottobre  e  a  gennaio,  il  caro-benzina  e  i  rincari  dei  prezzi  al  dettaglio,  schizzati  alle  stelle  negli  ultimi  mesi  del  2021,  intaccheranno  fortemente  il  potere  d’acquisto  dei  cittadini  con  effetti  diretti  sulla  spesa”.  L’Unione  nazionale  consumatori  trova  i  dati  “insoddisfacenti”.  Per  il  presidente  dell’Unc  Massimo  Dona,  rispetto  al  terzo  trimestre  del  2019,  “i  consumi  delle  famiglie  sono  ancora  inferiori  del  2,7%

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