Ma soffia il vento della ripresa
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fonte:
- La Voce di Rovigo
Aumenta la pressione fiscale ma anche i consumi delle famiglie, facendo calare di conseguenza la propensione al risparmio. In decrescita pure il deficit della pubblica amministrazione. Questo cià che mostrano i dati Istat sul terzo trimestre del 2021, confermando il trend di ripresa stimato da tutte le istituzioni nazionali e mondiali. Nello specifico, la pressione fiscale è al 41%, +2% rispetto allo stesso periodo del 2020, i consumi sono cresciuti del 3,6% mentre il reddito disponibile delle famiglie è salito dell’1,88%. La propensione al risparmio cala dell’1,66% nel trimestre, attestandosi all’11%. Sul fronte Pa, l’indebitamento netto in rapporto al Pil diminuisce del 6,2%, un calo del 9,8% su base annua. Secondo il ministro per la Pa, Renato Brunetta, “con una solida e duratura crescita economica ci guadagniamo tutti: famiglie, imprese e anche la finanza pubblica”. Secondo l’esponente forzista,i dati mostrano “un deciso miglioramento di alcune delle più importanti variabili osservate”. Brunetta attribuisce i risultati alle “scelte coraggiose fatte dal governo Draghi, prese sin dal suo insediamento lo scorso febbraio”, che avrebbero consentito,”con le riaperture delle attività economiche e sociali in sicurezza, risultati positivi sia macroeconomici, sia di finanza pubblica”. Meno ottimismo dalle associazioni dei consumatori. Per il Codacons i dati “sono obsoleti e purtroppo già superati,e dovranno scontrarsi con un quadro economico oggi profondamente modificato rispetto ai primi 9 mesi del 2021″. Secondo Carlo Rienzi, presidente dell’associazione,”i fortissimi aumenti delle bollette di luce e gas scattati a ottobre e a gennaio, il caro-benzina e i rincari dei prezzi al dettaglio, schizzati alle stelle negli ultimi mesi del 2021, intaccheranno fortemente il potere d’acquisto dei cittadini con effetti diretti sulla spesa”. L’Unione nazionale consumatori trova i dati “insoddisfacenti”. Per il presidente dell’Unc Massimo Dona, rispetto al terzo trimestre del 2019, “i consumi delle famiglie sono ancora inferiori del 2,7%
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