11 Maggio 2008

“Ma se ci tocca gli utili avrà meno entrate“

Stop dalle imprese: “Rispetto per l`autonomia“. Il sarcasmo dell`Unione petrolifera: “Bella battuta…“
“Ma se ci tocca gli utili avrà meno entrate“
Faissola (Abi): “E` nell`interesse del Paese che le banche vadano bene“

ROMA – Banchieri e petrolieri sono i primi a finire nel mirino di Tremonti. Ma sembra quasi se l`aspettassero. “Buona questa“, commenta a caldo Pasquale De Vita, presidente dell` Unione petrolifera italiana, che a parte la battuta e una risata aperta, non aggiunge molto altro. “Tremonti adesso è il ministro – spiega – dunque voglio capire bene cosa ha detto e in che contesto lo ha detto. Ne riparliamo tra qualche giorno“. Più loquaci i banchieri, che però qualche paletto iniziano già a piantarlo. “Siamo aperti al confronto“, dichiara il presidente dell` Abi, Corrado Faissola, un confronto che, aggiunge, deve svolgersi “nel pieno rispetto dell`autonomia della banche, della loro posizione competitiva e della tutela dell`interesse di tutti gli stakeholder del sistema bancario“. Compresi dunque quegli azionisti su cui Tremonti ha puntato il dito quando ha parlato dei superprofitti macinati negli ultimi anni dalle aziende di credito. E se Faissola non nega i lauti guadagni, aggiunge però che è “nell`interesse del Paese che l`industria bancaria sia andata bene, se non altro perché andando bene ha pagato tante imposte. Una riduzione degli utili – ha chiuso – non giova neppure al bilancio dello stato“. Se è difficile negare i superprofitti delle banche, lo è ancora di più nascondere quelli macinati dall`industria del petrolio che con il barile arrivato in questa settimana sopra i 126 dollari, ha margini enormi di guadagno. Pietro De Simone, direttore generale dell`Unione petrolifera, cerca però di fare una distinzione. “I profitti – sostiene – li fa chi ha i pozzi di petrolio, chi lo estrae. Certo anche multinazionali come la Chevron o la Exxon, là dove hanno quote di produzione di greggio, i guadagni li hanno fatti. Ma i prezzi del barile non sono determinati dalle compagnie, li fa l`Opec e la speculazione, che contribuisce a fare la sua bella parte“. Come dire che i profitti sono tutti concentrati nell`estrazione, non nella commercializzazione. Ma anche l`Eni ha chiuso un bilancio d`oro. “Certo – ammette De Simone – ma i profitti li ha tirati fuori solo da una parte, proprio là dove ha partecipazioni nell`estrazione di gas o petrolio“. L`affondo di Tremonti contro banche e petrolieri incassa, per ora, il plauso dei consumatori del Codacons e dell`Ugl, il sindacato di Renata Polverini. Ambedue chiedono però che si passi dalle parole ai fatti. “Ci aspettiamo dal governo misure precise – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – tese a colpire lo strapotere e l`enorme ricchezza accumulata dagli istituti di credito e dai petrolieri“. Stessa musica in casa Ugl. “Finalmente si va verso la strada giusta“, ha dichiarato in una nota il segretario. “Ci auguriamo – ha aggiunto la Polverini – che il governo abbia il coraggio di andare fino in fondo garantendo al contempo quel risarcimento sociale che le categorie più deboli aspettano da tempo“. Grande attesa, dunque, per i dettagli del piano Tremonti.

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