MA QUALI MATERIE PRIME, CI SONO TROPPI SPECULATORI
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fonte:
- Il Mattino
La stangata di Pasqua? Per le associazioni dei consumatori non ha altra giustificazione che una ed una soltanto: la speculazione di qualche furbo. Il difficile sta però nello stabilire in quale parte della filiera si annidi la furbizia anche perché – com`è noto – un qualsiasi genere alimentare per finire dal produttore alla nostra tavola, registra diversi – spesso numerosi – passaggi. “La stangata di Pasqua purtroppo era prevedibile e per certi versi attesa – dice Lello Sepe dell`Adoc – difficile è indicare il da farsi, anche perché rimaniamo dell`avviso che, di fronte a certi rincari, l`elemento speculativo giochi un ruolo. È il caso del pane e della pasta: si carica ogni responsabilità sui rincari del grano, e quindi della farina. Eppure questo elemento non ha una incidenza sul prezzo finale tale da giustificare simili rincari. Ed in ogni caso, com`è possibile che ad ogni aumento del grano corrisponda una simultaneo rincaro sui banchi di vendita? Possibile che l`effetto sia così immediato, che non esistano scorte tali da differire anche solo di qualche giorno gli aumenti? L`impressione è che stiano speculando le poche realtà che contrattano il grano sulle piazze internazionali“. Un andazzo di fronte al quale tocca mettere in conto, per le festività pasquali, veri e propri salassi economici. In che misura? “Almeno il 26% in più rispetto al 2007“. E non sarebbe che un ennesimo acconto giacché, sempre secondo l`Adoc, se il prezzo del petrolio si fermasse alle attuali quotazioni per tutto l`anno – e quindi senza ulteriori aumenti, ci ritroveremmo entro Natale (i dati sono riferiti ad una famiglia media) con bollette più salate (220 euro tra luce e gas), riscaldamento più caro (+150 euro), ed ancora aumenti per carburanti (+275 euro) e generi alimentari (+275 euro). “La situazione è sicuramente preoccupante – conferma Enrico Marchetti del Codacons – ed anche noi siamo dell`avviso che anche a Salerno gli aumenti di Pasqua si faranno sentire eccome. Bisogna lavorare concretamente per accorciare la filiera e promuovere il mercato diretto dal produttore al consumatore“. Chi dovrebbe fare questo? “I Comuni – dice Marchetti – tocca a loro questa forma di sostegno a tutela soprattutto delle fasce sociali più deboli. Il Codacons è riuscito a farlo a San Giorgio a Cremano: e, mi creda, i risultati sono stati davvero soddisfacenti, anche se la vendita è avvenuta soltanto di domenica“. Marchetti con i Comuni va giù duro: “Non hanno interesse ad intervenire, hanno paura. Non vogliono inimicarsi i commercianti“. “Eppure – aggiunge Giuseppe Sorrentino di Federconsumatori – nelle Marche qualcosa di importante l`hanno fatto, riuscendo a bloccare i prezzi. Qui si propongono pannicelli caldi, del tutto infruttuosi, come la riduzione sul prezzo del pane, voluta del Mister Prezzi. Avrà sicuramente dove soprattutto al nord, il pane costa davvero tanto. Ma qui da noi l`effetto manco si avvertirà“.
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