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2 Aprile 2019

Ma per il Codacons restano centinaia di punti pericolosi

 

Sono ormai più di tremila al mese gli interventi per ripristinare il manto stradale. E a questi si aggiungono i rattoppi legati ai grandi cantieri in corso, da via Pacini (metropolitana 2) al raccordo Autosole Corvetto, a via Mecenate (lungo la linea del tram numero 27), ad esempio. I punti critici sono centinaia, il Codacons, in un dettagliato dossier, ne elenca decine e decine: trappole, per chi si muove su due ruote. Dove non ci sono masselli di granito sollevati, instabili, sconnessi, ci sono le buche sull’ asfalto. «Le cadute sono all’ ordine del giorno, di norma senza conseguenze gravi. Ma c’ è maggiore consapevolezza: aumentano le segnalazioni che ci arrivano da cittadini intenzionati a chiedere i danni al Comune, è ragionevole pensare che partiranno varie cause legali», avvisa l’ associazione dei consumatori. Palazzo Marino, dal canto suo, si prepara ad intensificare ancora gli sforzi, visto che con gli sbalzi di temperatura ciclicamente lo stato di salute del suolo peggiora. «Da gennaio a fine marzo – al netto dei grandi cantieri – sono stati effettuati 9.125 interventi. In tutto il 2018 erano stati 42.208 ma in primavera ed estate sono sempre più numerosi – fanno sapere dall’ assessorato alla Mobilità -. Con il bilancio 2018 approvato dal Consiglio comunale, gli stanziamenti sono stati aumentati del 22 per cento: si parla di 51 milioni di spesa, 9 milioni per la manutenzione ordinaria e 32 per la straordinaria». Eppure i passaggi da bollino rosso sono ovunque. Quando le ispezioni comunali non vedono, sono i cittadini a segnalare, chiedendo ai Municipi di farsi portavoce: «Normalmente nel giro di qualche settimana entrano in azione le squadre del Nucleo intervento rapido (Nuir)», assicurano dall’ assessorato di Marco Granelli. La risoluzione non è mai definitiva, però. È questo il problema. Elenca il Codacons: via Solari all’ altezza del civico 6 («buca di grandi dimensioni, difficile da evitare»), piazza del Rosario («fosso accanto alla rotaia del tram, pericolo»), via Bocconi («buche continue»), via Porpora («su due ruote è un percorso ad ostacoli»), e ancora piazzale Loreto, viale Abruzzi all’ incrocio con viale Gran Sasso, piazza Fidia, piazza Bacone, via dell’ Orso, via Mercato, via Torino, Ripa di Porta Ticinese, via Mambretti, piazza Medaglie d’ Oro, piazza Cordusio. In via Caterina da Forlì, su un lato, MM ha appena rifatto la fognatura e messo un asfalto provvisorio per rendere percorribile la strada, in attesa di quello definitivo: ma il suolo al momento vibra sensibilmente, lamenta chi passa. «La percezione è di insicurezza per chi va su due ruote e sarà sempre così finché la città non potrà contare su un reticolo continuo di piste ciclabili e percorsi protetti dalle auto», sintetizza il Codacons. E continua: «Nonostante il buon intento si sono verificati incidenti di ogni tipo, subito dimenticati. Il 13 novembre scorso un autobus della linea 61 incappa in una grande buca nell’ asfalto in via Beato Angelico e perde carburante a causa del botto; il giorno prima si apriva una voragine in via Fantoli, zona Mecenate, e contemporaneamente sette buche in viale Corsica e diverse in via Strabone. Risultato, il tilt del traffico e pedoni che continuavano cadere». La colmatura di buche con l’ asfalto a freddo, tecnicamente il conglomerato bituminoso, e la sistemazione dei masselli di granito (ben più cara) vengono effettuate continuamente. A che costo però? «La manutenzione per il pavé costa in media 19 euro al metro quadrato, contro i 12,5 euro per l’ asfalto – calcolano dall’ assessorato alla Mobilità e l’ ambiente -. Il massello in granito è più resistente ma in presenza di traffico è sottoposto a maggiori frizioni e dunque necessita di interventi ripetuti». In alcuni casi, anche a distanza di poco tempo.
elisabetta andreis

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