21 Febbraio 2016

«Ma non sono atti impositivi»

«Ma non sono atti impositivi»
i consigli del codacons su come comportarsi se si riceve la lettera raccomandata

• Gli avvisi di pagamento spediti tramite raccomandata dalla società Soget per conto dei Consorzi di bonifica «non rappresentano atti impositivi di un onere tributario» e pertanto «non sono autonomamente impugnabili». Lo sostiene il Codacons di Lecce. L’ associazione che tutela i diritti dei cittadini, tramite il coordinatore provinciale Antonio Carpentieri, infatti, spiega quanto sta accadendo e come ci si deve comportare quando si ricevono gli avvisi di pagamento notificati. «Non sono altro che meri inviti al pagamento di obbligazioni tributarie», chiarisce. «Nonostante ciò – sottolinea Carpentieri – all’ interno della provincia di Lecce si è diffusa una situazione di allarme ingiustificato posto che, a fronte di tali comunicazioni, il cittadino che ritenga di non essere soggetto passivo di una possi bile imposizione tributaria consortile debba semplicemente contestare la stessa potenziale imposizione al Consorzio». Districarsi nel rebus di un argomento così insidioso non è facile e per questo motivo Codacons Lecce mette a disposizione dei salentini il proprio gruppo di lavoro costituito dagli avvocati Cristian Marchello, Cristian Sturdà, Alessandra Cancelli, Piero Mongelli e Nicola Tramacere, per ricevere qualunque informazione, spiegazione o assistenza legale. Il gruppo di lavoro, infatti, ha elaborato un modello di contestazione distribuito presso le sedi Codacons e scarica bile nei prossimi giorni dal sito www.codacons.it e dalla pagina facebook dell’ associa zione. «I contribuenti che avessero ricevuto questi avvisi, possono, qualora ritengano di non aver avuto alcun beneficio diretto dall’ attività svolta dai Consorzi di bonifica, così come richiesto dalla Legge e più volte ribadito dalla giurisprudenza tributaria, porre in essere azioni di autotutela previste dalla legge, inviando al Consorzio una nota di contestazione dell’ avviso», spiega il coordinatore Carpentieri. Al centro delle contestazioni alle richieste di pagamento vi è proprio questo nodo cruciale: molti cittadini lamentano il fatto che i vari Consorzi non abbiano ad oggi effettuato alcun concreto lavoro di miglioramento fondiario della zona. «Se ciò fosse vero, verrebbe meno la sussistenza giuridica del tributo con conseguente illegittimità della richiesta di pagamento avanzata dai consorzi di bonifica», conclude Carpentieri.

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