Ma la firma che fine ha fatto?
-
fonte:
- Il Giorno
di MARCO GALVANI – MONZA – MA LA FIRMA con Ecclestone? È passata più di una settimana dalla simbolica stretta di mano in mondovisione tra il boss della Formula Uno, il numero uno di Aci, Angelo Sticchi Damiani, e il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, sotto gli occhi del presidente della Fia, Jean Todt, in Autodromo a Monza, ma ancora non c’ è nulla di sottoscritto. IL 2 SETTEMBRE, il venerdì del Gran premio d’ Italia, si era chiuso con l’ annuncio dell’ accordo finalmente trovato e con la promessa di formalizzarlo a Londra «nelle prossime ore». Le ore sono diventate giorni. Il contratto per mettere in cassaforte il Gp a Monza per altri tre anni fino al 2019 compreso attende «solo» un paio di autografi. Quello di Ecclestone e quello di Sticchi Damiani. Per «questioni giurisdizionali» – come l’ hanno spiegato i diretti interessati nel paddock monzese – l’ operazione deve avvenire a Londra. Ci sono dettagli ancora da definire? O più semplicemente l’ agenda è cambiata in corsa in conseguenza della definizione della vendita del gruppo Formula Uno al colosso americano della comunicazione Liberty Media? Un cambiamento annunciato da tempo e che negli ultimi giorni si è concretizzato. CON BERNIE Ecclestone che, comunque, gestirà la graduale cessione nel ruolo di amministratore delegato per i prossimi due, tre anni. Poi, dice lui, «inizierò a tirare i remi in barca». E MONZA? Tutto porta a pensare che «non ci saranno problemi», tanto per citare lo stesso Ecclestone. A maggior ragione dopo aver sbandierato l’ intesa proprio a Monza e dopo la pubblicazione di una prima bozza di calendario del Mondiale 2017 che vede il Gp d’ Italia nel Tempio della velocità in programma il 3 settembre. Ma questi restano giorni (e settimane) di attesa. ATTESA PER la tanto sospirata firma ma anche per l’ evoluzione dei ricorsi di chi, quella firma, non la digerisce. Un fronte opposto con Formula Imola (la società che gestisce il circuito sulle rive del Santerno) che si è rivolta al Tar del Lazio «in ragione della necessità non solo di definire la legittimità o meno della decisione dell’ Aci, che intende utilizzare le risorse previste dalla Legge di Stabilità per lo svolgimento del Gran premio a Monza, ma anche della imminente firma del contratto tra Aci e Formula One Management sullo svolgimento dell’ evento a Monza in spregio alle istanze del promotore del Gran premio d’ Italia a Imola (tra l’ altro molto meno oneroso per la finanza pubblica) prima della decisione dei giudici amministrativi nel merito», con l’ udienza fissata per il 26 ottobre. E poi c’ è l’ esposto urgente del Codacons alla Corte dei Conti: «I costi del Gp di Monza ricadranno per i prossimi anni sui cittadini italiani, costretti a subire una decisione presa dall’ alto dal Governo per accontentare tutti, Aci, Lega Nord, Coni e politici locali – la denuncia del presidente Carlo Rienzi -. Per salvare il Gran premio si è ricorso ai fondi del Pubblico registro automobilistico, servizio doppione della Motorizzazione Civile finanziato da tutti gli automobilisti italiani. NON SOLO. La Regione Lombardia ha versato altri 20 milioni di euro: di fatto, quindi, si salva il Gp di Monza con i soldi pubblici, nonostante l’ evento possa contare su miliardi di euro di pubblicità da parte degli sponsor privati legali alla F1». Per questo il Codacons chiede i magistrati contabili «sequestrino la documentazione relativa al rinnovo della gara per i prossimi 3 anni (per un importo complessivo di 68 milioni di dollari, ndr) verificando se siano ravvisabili danni per la collettività o usi distorti dei fondi pubblici». [email protected].
marco galvani
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SPORT
