10 Marzo 2005

Ma il ministro Sirchia aggiunge: «Non occorre calcare la mano»

Foglietto illustrativo dentro il pacchetto

Ma il ministro Sirchia aggiunge: «Non occorre calcare la mano»

MILANO. Il ministro Sirchia ricorda le sue campagne anti-fumo e dice «non serve calcare la mano», i consumatori dal canto loro annunciano altre 150 cause e intanto c?è anche chi, come il farmacologo Garattini, chiede un passo avanti nell?informazione sui rischi delle sigarette. Sono le reazioni suscitate dalla prima sentenza italiana che condanna gli ex Monopoli a risarcire la famiglia di un fumatore morto. «I consumatori vanno difesi con l?informazione – dice il ministro della Salute, Girolamo Sirchia – di fronte ad un andamento così positivo della legge e ad una svolta culturale così netta, non serve calcare la mano. I consumatori vanno difesi e così è stato fatto con le scritte sui pacchetti e le campagne. Il governo ha osservato quello che era già accaduto all?estero, ed in particolare negli Stati Uniti, ed ha raccolto le raccomandazioni sulla necessità di informare i fumatori sui rischio». A riprova che l?Italia è diventata in Europa portabandiera della lotta al tabagismo, il ministro prevede che quest?anno la riduzione dei consumi di sigarette potrebbe raggiungere il 5-6% grazie alla nuova legge anti-fumo. «Le cose stanno andando bene – aggiunge il ministro, al centro di accese polemiche proprio per le sue posizioni intransigenti nella campagna antifumo – e la popolazione ha capito con intelligenza il vero senso della nostra azione». Ma per il farmacologo Silvio Garattini le scritte non bastano e propone un foglietto illustrativo, come per i farmaci, dentro il pacchetto di sigarette per spiegare tutti i pericoli. Per Garattini nel settore sono stati fatti importanti passi avanti: «L?impegno del ministero – dice – gli spot e la legge aiutano, ma è anche compito di ogni Regione e relative Asl di mettere in campo azioni capillari per aiutare i fumatori a smettere. E? assolutamente necessaria più informazione, dobbiamo fare i conti con 80 mila morti l?anno, una cifra spaventosa». Secondo il farmacologo serve sostenere l?informazione fra i giovani «che sono quelli che subiscono di più le influenze esterne e cominciano a fumare per spirito di di emulazione». E per quanto riguarda la battuta pronunciata da Vasco Rossi sul palco di Sanremo (il cantante in quella occasione ha detto che fra i dieci comandamenti non c?è il divieto al fumo) commenta: «Un?affermazione che nessuno gli ha chiesto di fare». In altre parole poteva evitarla. Intanto il Codacons apprende «con soddisfazione» della sentenza. «Si tratta di una lunga battaglia intrapresa anche dal Codacons – dice il presidente Carlo Rienzi – e vinta grazie anche al contributo che l?associazione ha apportato alla causa. Adesso oltre 150 vertenze del Codacons per danni da fumo, in attesa di partire in Italia e negli Usa potranno avere un esito felice. Purtroppo siamo ancora distanti dalle condanne americane, anche perchè in Italia manca il danno punitivo, e 200.000 euro non possono certo compensare la perdita di una vita umana. Ci aspettiamo che il Parlamento introduca la class action all?americana, così da arrivare a risarcimenti più sostanziosi». (m.v.)

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