30 Gennaio 2006

“Ma il futuro è nei supermercati“

Le Coop sono alla ricerca delle firme necessarie per stimolare l`iniziativa del Parlamento

“Ma il futuro è nei supermercati“

Alberto Mingardi: “Il banco nei grandi magazzini non scandalizza“

Di qualche settimana fa la notizia, diffusa da Ansa, di una nuova pronuncia del presidente dell`Antitrust, sulla questione caro-prezzi: “Gli sconti sui farmaci non bastano e bisogna puntare alla liberalizzazione della vendita“. L`ipotesi annunciata, riguarda la commercializzazione dei farmaci pagati dal cittadino (solo quelli senza prescrizione medica, detti Otc o Sop, che sono circa 1000), nei supermercati, ma con la supervisione del farmacista. Dopo le polemiche di varie associazioni dei consumatori, per la scarsa applicazione da parte delle farmacie degli sconti sui farmaci di fascia C, anche il Codacons plaude e invita l`Antitrust a “passare dalle parole ai fatti“. Decisamente pragmatico l`atteggiamento di Coop, la più grande organizzazione di consumatori, con oltre 6 milioni di soci, che ha promosso una iniziativa popolare che mira ad ottenere un intervento parlamentare, attraverso una raccolta di firme sull`intero territorio nazionale. Il tutto nel dichiarato intento non di alimentare il consumismo farmaceutico, ma solo di ridurre l`onere di spesa a carico delle famiglie, salvaguardando l`adeguata fornitura di servizio e di corretta informazione. La raccolta di firme è cominciata a partire dai primi di gennaio e l`obiettivo dichiarato è di arrivare a oltre 500.000 adesioni. Secondo le stime presentate da Coop, la vendita dei farmaci nella grande distribuzione potrebbe portare a una riduzione di prezzo tra il 25 e il 50%. “Le esperienze già realizzate sul latte in polvere e sui prodotti per celiaci dimostrano che non si tratta di utopie“ ha spiegato il vicepresidente di Ancc-Coop, Paolo Cattabiani. Sulle critiche mosse a tali iniziative, come il rischio di abuso e di spreco di farmaci, Coop, Antitrust e associazioni dei consumatori, rispondono di essere dalla parte dei cittadini: oltre all`esplicito divieto di promozioni e vendite sottocosto, nella proposta descritta, la vendita dei farmaci deve avvenire alla presenza di un farmacista. Del resto se consideriamo la diffusione delle pubblicità sui farmaci, che ne enfatizzano i consumi, promettendo risultati non sempre realistici, sembra che sia piuttosto necessario concentrarsi sull`importanza di una corretta informazione. Anche Silvio Garattini, direttore dell`Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, ha sostenuto la bontà dell`iniziativa: “Si tratta di farmaci sintomatici per malattie minori, la presenza di un farmacista assicura la possibilità di dare consigli ed informazioni all`acquirente“. Anche recenti dichiarazioni del direttore dell`Antitrust dell`Istituto Bruno Leoni, Alberto Mingardi,non lasciano dubbi: “la proposta è di grande buon senso, mirare ad un abbassamento del prezzo dei farmaci attraverso il livellamento dei margini per la distribuzione è l`unica strada praticabile, perché continuare a colpire i produttori significherebbe rendere ancora più difficile la ricerca, cosa che non ci possiamo permettere“. Inoltre, per Mingardi, “l`idea di un banco del farmaco, con farmacista, al supermercato non dovrebbe scandalizzare: le garanzie di sicurezza sono le medesime. O si vuole forse insinuare che un farmacista “senza farmacia“ è meno preparato?“.

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