«Ma i maiali sono nutriti con mangime transgenico»
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fonte:
- La Sicilia.it
Genova. «Buona parte del prosciutto crudo che mangiamo è ottenuto da maiali nutriti con mangime transgenico». Lo ha dichiarato Francesco Sala, professore di Botanica e Biotecnologie delle Piante all`Università di Milano. «Ed è un fatto positivo – ha proseguito Sala – perchè il mais e la soia transgenici sono più sani degli altri, specialmente di quelli biologici. Il mais biologico, per esempio, viene attaccato dalla piralide, uno larva di insetto che lo indebolisce e rende più facilmente vittima dei funghi. Quello transgenico è molto più robusto. In proposito esiste uno studio del professor Amedeo Pietri, dell`Università di Piacenza».
Secondo Sala, «oltre il 50 per cento dei prodotti che comperiamo al supermercato contiene, in qualche misura, degli ogm. La soia è transgenica al 91 per cento, quindi dove vengono impiegati farina, olio di soia o carni di animali allevati con la soia la presenza di ogm è molto probabile».
«Il paradosso è che in Italia si vuole proibire la coltivazione di ogm e il risultato è che mangeremo sempre più transgenico, ma non lo potremo produrre noi. E quindi non ne avremo il controllo. Il controllo, del resto – ha concluso Sala – ci sta sfuggendo anche sui prodotti biologici. Poichè sono molto costosi, i grandi distributori trovano più conveniente acquistarli all`estero. Questi prodotti devono avere un certificato che attesti che sono stati ottenuti secondo i criteri vigenti in Italia. Ma chi verifica?».
La patata bollente adesso passa all` Efsa. Sono soprattutto i consumatori a puntare il dito contro l` Agenzia europea per la sicurezza alimentare, accusata di aver occultato il rapporto di Monsanto sugli effetti negativi sui topi del mais transgenico Mon 863. Ma è anche la stessa Monsanto a ricordare che l` Efsa autorizzò il mais transgenico nel 2002 e nel 2004. Un`interrogazione parlamentare ai ministri della Salute e dell`Agricoltura per sapere quale sia la posizione del governo italiano in merito agli «sconcertanti risultati» del rapporto della Monsanto sui danni alla salute da mais Mon 863 è stata annunciata dal presidente onorario di Legambiente e deputato della Margherita Ermete Realacci.
La reazione più decisa arriva però dal Codacons: un esposto alla Procura della Repubblica di Parma (città sede dell` Efsa). L` organizzazione dei consumatori chiede alla magistratura di indagare, proprio sulla base delle dichiarazioni di Calabrese, sul comportamento di «funzionari dirigenti dell` Authority» e di accertare se «possa configurare o meno l` ipotesi di omissione di atti di ufficio e, in tal caso, procedere contro i responsabili». Il tutto perchè, ricorda il Codacons, l` Efsa «non ha reso noti i dati della ricerca, particolarmente quelli negativi o motivo di preoccupazione».
A fare eco al Codacons arriva anche Greenpeace per la quale «la Commissione europea e l` Efsa, che approvano a occhi chiusi gli Ogm, hanno molto di cui rendere noto». Sulla stessa linea il Vas (Verdi ambiente e società) che chiede una «doverosa una indagine della Commissione Ue circa l`operato dell` Efsa, il cui agire di natura politico-lobbistica e non scientifica è da tempo evidente». Adusbef e Federconsumatori chiedono invece all`Europa di «dire no al mais mon 863» sollecitando l` Italia a costituire «una vera Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare».
La vicenda, per le due organizzazioni, «mette in evidenza problemi molto gravi» e per questo «il ministero della Salute deve ora adoperarsi per salvaguardare la sicurezza dei cittadini e, quindi, dare chiaro segno di dissenso all`intenzione di introdurre ogm nel nostro Paese».
Il tutto mentre la stessa Efsa si difende da Bruxelles: i dati a disposizione erano sufficienti per pronunciarsi sulla valutazione del rischio.
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