Ma i farmaci non sono scarpe
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fonte:
- Brescia Oggi
Davvero non ci si può mai finire di stupire, quando sulla stampa si leggono notizie sul mondo delle farmacie. L’ ultima, in ordine di tempo, si riferisce alla proposta della Codacons, con invito esplicito del suo presidente Carlo Rienzi alle farmacie ad effettuare sconti sui farmaci da autentici saldi, o, se preferite, di fine stagione, addirittura fino al 30%. Una deriva questa, che, se fosse perseguita, sarebbe molto pericolosa, in quanto potrebbe creare incomprensioni fra utenti e farmacisti. Già il Governo non si stanca di intervenire ai danni delle farmacie, sacrificando la salute sull’ altare del potere economico, ignorando che solo con la prevenzione, in un rapporto virtuoso fra farmacisti e i medici di medicina generale, che si preoccupano della continuità terapeutica oltre che dell’ aderenza alla terapia, e, di conseguenza, evitando il più possibile la spedalizzazione assai onerosa per lo Stato, si possono ottenere quelle economie che si vanno cercando. Decisamente una politica molto più proficua dei continui interventi tampone e con i quali si pensa di risolvere la situazione. Tornando alle farmacie, questo è, senza ombra di dubbio il settore più vessato dalle liberalizzazioni di Monti e Catricalà. Anche il Codacons mi pare faccia fatica a capire che i farmaci non si possono equiparare ad un paio di scarpe o ad un vestito, senza considerare che, attraverso forti sconti, si rischia di aumentare il consumo dei farmaci. E questo non era, forse, l’ obiettivo che si voleva evitare? Luigi Cavalieri PRESIDENTE FARCOM BRESCIA SPA.
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