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13 Marzo 2003

«Ma i controlli violano la privacy»

«Ma i controlli violano la privacy»

Rischia di estendersi la polemica sacilese, sfociata in un ricorso al Tar




Non riscuotono unanimi apprezzamenti, le telecamere installate o in fase progettuale d?installazione nei centri storici dei comuni. A Sacile, dove il progetto è stato presentato nei giorni scorsi, è in atto da tempo un contenzioso giudiziario che ha portato la questione all?attenzione dei magistrati del Tar di Trieste e tale percorso giudiziario potrebbe essere destinato a ripetersi se grazie ai nuovi fondi regionali altri Comuni seguiranno la stessa strada di quello liventino.
La controversia giudiziaria era scaturita da un esposto presentato dal Codacons sull?installazione del sistema di videosorveglianza a Sacile. Secondo l?associazione di difesa dei consumatori, tutelata dall?avvocato Vitto Claut, tale innovazione avrebbe violato la privacy di residenti e passanti.
Al legale pordenonese ? in qualità di rappresentante del Codacons ? dal momento in cui aveva avviato l?azione al Tar erano giunte varie segnalazioni di privati cittadini su presunte violazioni della privacy delle telecamere, posizionate in vari angoli del territorio comunale (in tutto sarebbero una trentina).
Tra le motivazioni alla base del ricorso vi era quella di capire l?effettiva portata degli impianti televisivi ? quindi la capacità di zoomare su determinati punti ? e la loro flessibilità operativa (di quanto possono eventualmente ruotare). A giudizio di Claut le apparecchiature utilizzate non erano tali da impedire la manipolazione delle immagini e, inoltre, non prevedevano l?esclusione di aree private (ovvero case, finestre e giardini) sensibili alla privacy. In buona sostanza chi aveva contattato il legale si era sentito spiato notte e giorno, con ciò violando la legislazione nazionale. Non solo: oggetto di contestazione era anche la durata della conservazione delle immagini, che, secondo Claut, dopo 48 ore dalla registrazione dovrebbero essere cancellate. Infine all?attenzione dei periti contattati dal Codacons vi era una valutazione circa il sistema a raggi infrarossi utilizzato per i dispositivi di videosorveglianza, sul presupposto che lo stesso potesse risultare fonte di pregiudizio per la salute della persona. Il Comune di Sacile aveva ribattuto che, sulla base di un?apposita relazione predisposta dal comando della polizia municipale, gli impianti di videosorveglianza non erano risultati nè dannosi per la salute dei cittadini, nè nocivi sotto il profilo della privacy.

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