Ma i consumatori non ci stanno: «Rincaro del 12%»
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fonte:
- Il Mattino
Roma. Prezzo della benzina alle stelle e carovita che rimane fermo al 2,3% per il quarto mese consecutivo. A maggio non cambia il copione dell?inflazione fornito dall?Istat, con la zavorra del comparto energia che, insieme con i servizi, impedisce un calo atteso ormai da gennaio. La benzina mostra l?incremento più significativo, con un +7,9% nei primi cinque mesi dell?anno.
Se la corsa dei prezzi dei prodotti alimentari sembra rallentare (+3,1% il tendenziale contro il +3,4% di aprile), i beni energetici a maggio hanno subito un?accelerazione per il quinto mese consecutivo, registrando un aumento su base tendenziale dell?1,9%. I dati generali vengono, in ogni caso, contestati dalle associazioni dei consumatori, ancora una volta scesi sul piede di guerra contro l?Istituto di statistica. Quella dell?Istat, secondo Adusbef, «è una rilevazione bizzarra», dal momento che, dicono i calcoli dell?associazione guidata da Elio Lannutti, «per un litro di verde si spende il 12,1% in più rispetto a gennaio, con un aggravio pari a 7,5 euro a pieno e di 220 euro a famiglia in un anno». Senza contare che – rincara la dose Intesa dei consumatori – «nelle elaborazioni dell?istituto non appare in alcun modo rilevato l?impatto che il forte aumento della benzina ha avuto sui prezzi dei beni trasportati, che arriva a incidere fino al 10% del prezzo dei singoli beni».
Petrolio in salita. Gli italiani in partenza per le vacanze, sul fronte prezzi e tariffe non hanno molto da stare allegri. Anche perché i prezzi del petrolio ieri sono tornati sopra i 38 dollari al barile sulla piazza di New York (anche se, sul finire di seduta, si sono riassestati sotto i 37 dollari). E ciò porterà non solo a un aumento della benzina, ma anche delle tariffe. E, come ricordano Ugl e Cisal, sarà accompagnato dai rincari dei pedaggi autostradali e delle attività vacanziere. Senza contare l?impennata dei trasporti aerei, che a maggio sono cresciuti del 12,6%, e i continui rialzi dei alberghi, bar e ristoranti (+3,3% rispetto a maggio dell?anno scorso).
Frutta e verdura. A giugno le quotazioni di frutta e verdura sono al ribasso. È quanto afferma Coldiretti nel sottolineare che i prezzi al dettaglio calano dell?11,9% per gli ortaggi e del 6,8% per la frutta rispetto allo scorso anno. In Italia, intanto, i consumi medi annui per famiglia nel 2003 sono stati di 418 kg, un valore molto vicino al limite fissato dal rapporto degli esperti mondiali della Fao e dell?Organizzazione mondiale della sanità, secondo il quale ogni giorno bisognerebbe mangiare almeno 400 grammi di frutta e verdura a persona.
Sigarette. Rincari su rincari. Scattano oggi gli aumenti di 10 centesimi per le sigarette Gauloises e Blondes Blu, Gialla e Rossa. Il prezzo delle due marche passerà da 2,90 a 3 euro il pacchetto (da 20).
Consumi e debiti. Rallenta la corsa all?indebitamento degli italiani per finanziare la propria voglia di consumi. Al 31 dicembre 2003 si registra un tasso di incremento delle consistenze del +9,6%, in leggera decelerazione rispetto al +12,5% registrato alla stessa data dell?anno precedente. In forte espansione, invece, i mutui per l?acquisto di abitazioni, passati dal 37,5% del totale crediti alle famiglie del 2001 al 47,2% del 2003. Le famiglie italiane ricorrono al credito ancora in misura piuttosto ridotta: rispetto agli altri paesi europei il tasso di indebitamento, che nel 2002 era pari al 34,2% contro il 120,2% del Regno Unito, il 111,8% della Germania, l?83% della Spagna ed il 58,6% della Francia, nel 2003 si è assestato al 36,6%. Questi alcuni dei dati che emergono dall?Osservatorio sul credito al dettaglio.
Cassa, mutui e buoni postali. La Cassa depositi e prestiti alza i tassi sui mutui per gli enti locali, invertendo una tendenza al calo consolidatasi da anni. Tra breve, secondo tradizione, saliranno anche i rendimenti dei Buoni postali. Per i possessori delle serie più recenti (e in particolare della serie B1 in vigore dall?11 aprile 2004) è il caso di vendere i titoli – che il primo anno offrono appena l?1,6% lordo – e di acquistare quelli di nuova emissione.
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