9 Febbraio 2002

«Ma gli aumenti sono regolari»

La replica.
Gli esercenti si difendono: «Accuse ingiuste»

«Ma gli aumenti sono regolari»

«Nel passaggio dalla lira all?euro non c?è stato nessun rincaro»: lo dicono i commercianti sassaresi. Accusati dai clienti e dal Codacons di aver arrotondato troppo in eccesso i prezzi dei listini, i titolari di negozi e supermarket si difendono. Negano su tutta la linea, e si affrettano a dire che sono finalmente rientrati anche gli aumenti di frutta e verdura dovuti alla crisi idrica e al gelo.
Ma fra le accuse finite sulla scrivania del prefetto non ci sono solo gli euroaumenti e il caro zucchine. I cittadini proprio non riescono a mandar giù le differenze di prezzo su uno stesso prodotto venduto in diversi punti vendita della città: non scarti di pochi centesimi, ma di qualche euro. Sette o otto euro di differenza sulla stessa bottiglia di brandy acquistata in enoteca (dov?è più cara) o al grande supermercato (dove costa meno). Il fenomeno, secondo Salvatore Monaco, titolare dell?enoteca Club di via Torino, non nasconde nessun segreto scandaloso: la diversità di prezzo, sostiene il commerciante, dipende dal servizio offerto al cliente. E poi c?è un altro fattore: la quantità di prodotto che il dettagliante acquista dal grossista. Tanto più brandy acquisto, tanto maggiore è lo sconto che riesco a ottenere, più conveniente il prezzo offerto al cliente: «È naturale Ñ dice insomma Monaco Ñ che in un supermercato la bottiglia di un liquore costi meno che in enoteca. Noi, oltre al prodotto, offriamo il confezionamento e la consegna a domicilio, altrove il cliente prende la bottiglia e se la porta a casa».
Ma le differenze dipendono anche dalle giacenze di magazzino: se sono elevate costringono il commerciante a praticare uno sconto maggiore.
Anche nei negozi di alimentari Multineddu la reazione dei responsabili è di stupore: «Nessun aumento in atto. Abbiamo affrontato la conversione lira-euro rispettando le norme sugli arrotondamenti». Stessa musica alla Cobec: «Abbiamo attuato una politica dei prezzi favorevole ai consumatori lavorando sui prezzi in euro a fine 2001 e arrotondando per difetto anche le cifre che avrebbero dovuto essere in eccesso». Inoltre, aggiungono, «Al numero verde per le segnalazioni dei clienti non è arrivata neppure una lamentela».
E al bar, come va? Giovanni Manolita, titolare del Caffè 2000, qualche rincaro lo ammette: «Le paste sono rincarate di 200 lire dal dicembre scorso, ma non per il passaggio alla moneta nuova: è stato il pasticciere che ci rifornisce ad aumentare i prezzi. Gli arrotondamente poi sono corretti: la cassa è programmata per l?euro e converte la valuta in modo automatico. Con gli arrotondamenti Ñ conclude Ñ non ci guadagnamo niente: al contrario, perdiamo qualcosa».

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