18 Marzo 2013

«Ma fate attenzione Là non si è assicurati»

«Ma fate attenzione Là non si è assicurati»

Alcuni attrezzi utilizzati dai dentisti per le cure «Ogni paziente può decidere di andare a farsi curare dove vuole, ma se esce dai confini italiani potrebbe perdere la copertura assicurativa obbligatoria per ogni odontoiatra italiano». Parla chiaro Stefano Almini, presidente della commissione odontoiatri dell’ Ordine dei medici chirurghi e dentisti di Bergamo. Dottore, come si pone il fenomeno del turismo dentale nei confronti dell’ odontoiatria italiana? «È un fenomeno con una sua ciclicità, nel senso che appare e scompare nel tempo, per poi ripresentarsi in altri momenti. Il turismo odontoiatrico come fenomeno comparve alla fine degli Anni ’70, quando era rivolto ai Paesi del centro Europa, in particolare l’ Olanda». Qual è la percentuale di gente che si reca all’ estero per cure odontoiatriche? «Le percentuali variano: il Codacons rileva un aumento di oltre il 100% negli ultimi anni, mentre una recente ricerca abbassa il numero all’ 11% dei pazienti, ridimensionando il fenomeno. Credo non siano importanti le cifre, ma il significato della tendenza». In che senso? «Tutte le volte che diminuisce la capacità di spesa, come nel periodo dell’ austerity degli Anni ’70, e si pubblicizzano le cure oltre frontiera come buon rapporto tra prezzo e qualità, si incentiva l’ esportazione. Attenzione, però: oggi il turismo sanitario è odontoiatrico, domani potrebbe coinvolgere altre branche. Come presidente di un organo dello Stato rilevo che la problematica è seria per l’ economia nazionale: sono in crescita i pazienti che, non soddisfatti dalla sanità italiana, si rivolgono all’ estero anche per cure non odontoiatriche, richiedendo poi il rimborso delle spese allo Stato». Come possono essere tutelati i bergamaschi che vanno all’ estero per le cure odontoiatriche, pensando di risparmiare tempo e denaro? «Chi sceglie di andare all’ estero risponde a una decisione personale, libera e volontaria. L’ Ordine ha il compito di monitorare il corretto comportamento tra gli odontoiatri e tra loro e i pazienti. In Italia esistono numerose entità, come l’ Asl, i carabinieri del Nas, lo stesso Ordine dei medici e la Guardia di finanza, che vigilano perché la professione sia strutturata nel rispetto della legge. Questo controllo, come per le altre realtà sanitarie, ha un costo incomprimibile che salvaguarda l’ ambiente di lavoro, chi vi lavora e il paziente. Non conosco la realtà dei Paesi oltre frontiera, perciò è difficile fare paragoni. L’ ambito sanitario si inserisce nel contesto del costo della vita, diverso da regione a regione in Italia e figuriamoci se lo paragoniamo a nazioni diverse dalla nostra, delle quali, se non se ne conosce la struttura legislativa che tutela gli aspetti sanitari e strutturali, non è possibile formulare un giudizio». Quale aspetto ritiene sia più rischioso per i pazienti che si recano all’ estero? «Forse la copertura assicurativa, obbligatoria in Italia, ma che potrebbe perdere chi esce dai confini nazionali». Quali consigli può dare a chi si rivolge all’ estero? «Conoscere bene le motivazioni della scelta. Se è la convenienza, deve essere valutata nell’ ambito di appartenenza al Paese nel quale ci si cura, cercando di verificare la normativa che in quel Paese tutela la salute del cittadino».Fa. Co.

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